Good Tidings | Recensione film

Good Tidings | Recensione film

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good-tidings-poster2Vincitore come “Best Feature Film” alla seconda edizione del The Optical Theatre Festival 2016, Good Tidings (UK – 2016) è un film horror scritto, diretto e prodotto da Stuart W. Bedford (Hybrid, An Easter’s Tale). Good Tidings è un titolo che si inserisce con dignità fra gli horror natalizi più importanti elevandosi non solo come uno dei migliori film festivi ma inserendosi anche tra i best del 2016.

L’influenza della cinematografia slasher/thriller degli anni ’70/’80 è tangibile (“Silent Night Deadly Night”). In particolare, è forte e asfissiante quel senso di assedio tipico del film carpenteriano “Distretto 13 – Le brigate della morte”. Tuttavia il film, straordinariamente diretto da Stuart W. Bedford, gode di una storia particolare e personale che non dà segni di prevedibilità. Merito di una sceneggiatura solida e ben strutturata, tra l’altro a cura dello stesso regista insieme a Stu Jopia.

goodtidings1In Good Tidings viene dipinta un’atroce giornata di festa in cui i protagonisti, reietti della società, vengono spogliati anche delle loro speranze. Il film di Bedford raccoglie infatti le vite spezzate di psicopatici, ex tossici, ex veterani di guerra e senzatetto, inserendole in un contesto natalizio terrificante.

I tre villain travestiti da Babbo Natale (tra l’altro vincitori del premio “Best Villain” al The Optical Theatre Festival) inconsapevolmente distruggono, prima di macchiarsi del sangue delle loro vittime, le deboli speranze di chi non possiede nulla se non la propria misera esistenza. La storia infatti, calata già in partenza in un’atmosfera plumbea, raggiunge notevoli vette di drammaticità mischiata a orrore, soprattutto a causa dei bersagli scelti dai tre Santa Klaus ovvero barboni che vivono in un rifugio per senzatetto e che tentano di festeggiare con tanta umiltà e tante difficoltà il Natale.

Sam Baker (Alan Mulhall) è un veterano di guerra che vive insieme ai suoi amici in un edificio abbandonato. Qui, proprio il 25 dicembre, tre feroci psicopatici (Curly, Moe e Larry) scappati dal un centro di igiene mentale, si intrufoleranno nella struttura travestiti da Babbo Natale distruggendo l’aria di festa di chi vive all’interno.

goodtidings3L’entrata in scena dei Santa Klaus è singolare. Introdotti sin dai primi minuti, la loro prima azione traduce la loro indole violenta e spietata. Senza mai proferire parola alcuna ma facendo uso di gesti corredati da risatine, i tre psicopatici, carismatici nelle loro atrocità, sono accomunati non solo dalla follia ma dalla loro voglia di mattanza.

L’atmosfera opprimente che intacca tutto il film è resa ancora più cupa da una fotografia (Shane de Almeida) gelida e da una musica (Liam W. Ashcroft) penetrante e ossessiva.
Complessivamente, valida la prova recitativa sebbene ci siano alcune ingenuità. Iconici i tre Babbo Natale (Larry, Curly e Moe), ben interpretati rispettivamente da Giovanni Gentile, Stu Jopia e Liam W. Ashcroft.
Del cast ricordiamo anche Alan Mulhall, Johnny Hirst, Colin Murtagh, Emma Hind, Marcella Hazell, Garry McMahon e Julia Walsh.
Co-sceneggiatori e co-produttori di Good Tidings sono Giovanni Gentile e Stu Jopia.

Vincitore come "Best Feature Film" alla seconda edizione del The Optical Theatre Festival 2016, Good Tidings (UK - 2016) è un film horror scritto, diretto e prodotto da Stuart W. Bedford (Hybrid, An Easter’s Tale). Good Tidings è un titolo che si inserisce con dignità fra gli horror natalizi più importanti elevandosi non solo come uno dei migliori film festivi ma inserendosi anche tra i best del 2016. L'influenza della cinematografia slasher/thriller degli anni '70/'80 è tangibile ("Silent Night Deadly Night"). In particolare, è forte e asfissiante quel senso di assedio tipico del film carpenteriano "Distretto 13 - Le brigate…

Considerazioni finali

Score - 79%

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Score

Sommario: Good Tidings è un titolo che si inserisce con dignità fra gli horror natalizi più importanti. Iconici i tre Babbo Natale che, carismatici nelle loro atrocità, portano lo spettatore a vivere un forte e asfissiante senso di assedio tipico dei film di Carpenter.

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