Feed the Black | Recensione cortometraggio
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Feed the Black | Recensione cortometraggio

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Feed the Black è il titolo del cortometraggio horror-gothic (di circa 30 minuti), scritto e diretto dal regista inglese Klayton Dean (Cellar Hill, One Silence, Box Kutter Killer). In Feed the Black le sostanze stupefacenti aprono la strada al Male gettando la protagonista nella perdizione. La storia di Feed the Black infatti vede protagonista una ragazza che, incapace di superare la morte della madre, si lascia andare all’uso di droghe, cercando, attraverso di esse, di togliersi la vita. Le sostanze stupefacenti assunte le impediranno di distinguere il bene dal male ma durante un’overdose la giovane sarà costretta a fare una scelta importante.

feed2Il film si apre con uno schermo nero. Una profonda voce maschile ci invita a spegnere i cellulari e la luce, restare in silenzio, chiudere gli occhi, liberare la mente. Rilassarsi. Ha tutta l’aria di una seduta di rilassamento e di questo se ne ha la certezza quando la stessa voce ci chiede di immergerci nella musica, immaginare una forma, un colore, concentrarci su un punto… tutte queste parole sono accompagnate da un rilassante ma allo stesso tempo cupo canto di monaci tibetani che intonano l’Om.
L’Om è il mantra considerato il suono primordiale che ha dato origine alla creazione. È una sillaba sacra che nel film di Klayton Dean assume un significato opposto. L’Om libera altresì la mente dello spettatore che qui poi sarà nutrita con il buio.

Quattro minuti dopo questa insolita ma apprezzata “seduta meditativa”, la prima sequenza del film vede la protagonista (interpretata da Tyler Berry) recarsi al cimitero per far visita alla tomba della madre. Da subito è impossibile non notare la cura nelle inquadrature e nella fotografia (ad opera dello stesso regista). Il tutto è accompagnato da una musica orchestrale con violini che, con tristi melodie, ben abbraccia le immagini sepolcrali. Il film mostra l’aspetto più cupo della vita: la morte ovvero la perdita della persona più cara e il desiderio di morte per se stessi quando sugli occhi cala il fitto velo nero della disperazione.

feed-the-blackFeed the Black è quasi muto perché punta a coinvolgere il senso della vista. Attraverso dei flashback apprendiamo ad esempio dell’educazione religiosa della giovane e del suo rinnegare Dio dopo il lutto. Dal momento in cui la sua fede collassa, assistiamo a una lotta interiore fatta di rassegnazione, autodistruzione, simbolismi e che introduce ad una forte introspezione di questo personaggio.

Complesso, ricco di simboli e riflessioni teologiche, Feed the Black trasuda senza dubbio la passione del regista per l’esoterismo. Il corto infatti è soprattutto ricco di immagini ipnotiche che si sovrappongono e si amalgamano tra di loro per un riuscito ed ipnotizzante effetto psichedelico: una donna velata che impugna un calice, un albero ferito e un crocefisso a cui si alternano simboli esoterici con relativa simbologia come un triangolo con la punta rovesciata (l’acqua, il femminile, il demoniaco), il triangolo con la punta in alto (il divino), l’ottagono (la resurrezione), il terzo occhio (o sesto chakra, è in grado di far percepire realtà invisibili). Il tutto accompagnato da una musica vibrante (la colonna sonora è a cura di Manatu, tranne il pezzo “Devils Trill Sonata”), in grado di risvegliare i sensi e solleticare l’anima.feed

Ed ecco che, tra morte, dolore, droga, simboli e fascino esercitato dal maligno su un’anima in pena, Feed the Black si tramuta in una meravigliosa lotta interiore tra il male e il bene. Ipnotico, cupo ed affascinante, questo film, ben scritto e diretto (ma anche interpretato), può essere definito altresì un piacevole viaggio nella simbologia e nell’esoterismo.

Nel cast, oltre alla protagonista Tyler Berry, ci sono anche Kaya McKenna, Tom Driver, Rhys Evans, Alex Burton, Mog Wilde, Kolton Gage ed Escher Levi.
Il film è prodotto dallo stesso regista insieme a Gareth James Evans e Alisha Linzi.
Daniel Walker è il produttore esecutivo.

Feed the Black è il titolo del cortometraggio horror-gothic (di circa 30 minuti), scritto e diretto dal regista inglese Klayton Dean (Cellar Hill, One Silence, Box Kutter Killer). In Feed the Black le sostanze stupefacenti aprono la strada al Male gettando la protagonista nella perdizione. La storia di Feed the Black infatti vede protagonista una ragazza che, incapace di superare la morte della madre, si lascia andare all’uso di droghe, cercando, attraverso di esse, di togliersi la vita. Le sostanze stupefacenti assunte le impediranno di distinguere il bene dal male ma durante un’overdose la giovane sarà costretta a fare una…

Considerazioni finali

Score - 61%

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Score

Sommario: Ipnotico, cupo ed affascinante, Feed the Black, ben scritto e diretto (ma anche interpretato), può essere definito altresì un piacevole viaggio nella simbologia e nell'esoterismo.

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