The Dentist 2 | Recensione film

The Dentist 2 | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

the-dentist-2Il dott. Feinstone (Corbin Bernsen), dopo lo sterminio causato nel suo studio odontotecnico, è stato internato in un ospedale psichiatrico. Non impiega molto, grazie al suo acume ed alla sua astuzia, a fuggire. Una volta libero si mimetizza (sotto altra identità) nella cittadina di Paradise, nel Missouri. Ovviamente intraprende una nuova carriera come dentista, dopo essersi innamorato della bella Jamie (Jeff Doucette). Con la nuova compagna, Feinstone si ricostruisce una nuova vita, dimenticandosi del passato; almeno apparentemente. Infatti, durante le sue “nuove” cure, sulle protesi dei fiduciosi pazienti, Feinstone soffre di tremende crisi allucinatorie che lo rendono pericolosamente instabile. E se inizialmente il tutto si limita a qualche terapia mal riuscita, in seguito la sua vera ossessione si tramuta in una macabra ripetizione dei precedenti delitti, con l’aggravante di doversi sbarazzare dei corpi, orrendamente mutilati, per nascondere a Jamie la sua tremenda malattia….

Sulla medesima linea narrativa e stilistica del precedente capitolo, Yuzna spinge qua il pedale sugli effetti splatter e rivoltanti, presentando alcune “torture” odontoiatriche ancora più impressionanti delle precedenti. Perfettamente a suo agio nei panni del dott. Feinstone, il bravissimo interprete Corbin Bernsen, che dimostra una vena di immedesimazione pressochè perfetta nei panni del folle (ma lucido) maniaco ossessionato da igiene e… sangue.
Spiccano, rispetto al primo episodio, alcune citazioni (nemmeno troppo velate) ad altri capisaldi del brivido. In particolare nelle concitate sequenze finali v’è un riferimento a Tenebre (di Dario Argento) –già ripetuto da Brian De Palma in Raising Cain- nella celebre sequenza che vede Anthony Franciosa nascosto dietro alle spalle di Giuliano Gemma; ed una serie di momenti che richiamano alla memoria le geste di Michael Myers di Halloween.
Un divertente esempio di cinema thriller, valorizzato da ottimi interpreti e buoni effetti speciali, condito con una giusta dose di rimandi (comunque sempre originali e mai emulativi) che confermano, per l’ennesima volta, l’estro visionario e creativo di un ottimo autore di cinema horror.
Come per il precedente, la pronuncia dell’ MPAA (acronimo di Motion Picture Associaton of America, l’ente di censura americana) in relazione alla “tipologia” del film: classificazione Rated R (ma circolato in Italia, questa volta, con il v.m. 14 anni, n.d.a.) per violenza grafica che comprende scene di tortura dentale, sesso e linguaggio osceno.
Frase di lancio per il marcato americano: Brace yourself.
Consigliato a chi ha già apprezzato il primo inimitabile capitolo del ciclo.

Recensione di undying1

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