Resident Evil | Recensione film

Resident Evil | Recensione film

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resident-evilSiamo agli inizi del 21° secolo, quando la Umbrella Corp. è diventata la più grande organizzazione commerciale degli Stati Uniti. Produce tecnologia per computer, prodotti medici e sanitari, ma collabora anche con i servizi segreti militari per la realizzazione di nuove armi belliche e ricerche nel campo della genetica. Purtroppo il sabotaggio di un esperimento provoca una fuga di materiale biologico dai laboratori di ricerca, che contagia tutti gli addetti dell’immensa struttura.
Il reparto di sicurezza dell’azienda viene spedito sul luogo per controllare cosa sia accaduto e nella speranza di trovare dei superstiti. Con loro si trovano i due guardiani a protezione dell’ingresso, camuffato da abitazione, della strada che conduce “all’alveare” (il laboratorio della Umbrella). Le ricerche non daranno gli esiti sperati e risulterà presto evidente che il sistema centrale, denominato “la regina rossa”, ha agito autonomamente, attivando le misure di sicurezza per impedire a qualsiasi presenza umana di lasciare la struttura. Anche i soldati non avranno una sorte migliore, decimati dalle trappole nascoste. Ma i sistemi di difesa non sono il problema principale, una volta disattivati: i dipendenti della corporazione, a seguito del virus messo in circolazione dall’ignoto sabotatore, hanno subito una mutazione e sono diventati uno strumento di morte. Orde di “zombi” imperversano nell’area alla ricerca di carne fresca, mentre i sopravvissuti dovranno trovare una via di fuga e riferire alle autorità quanto è successo. Ma ulteriori imprevisti si accumulano alla già disperata situazione…
Film ispirato ad un famoso videogame, Resident Evil di Paul Anderson è il classico esempio di trasposizione su pellicola non troppo riuscito. Non che sia completamente da buttare: azione ed una certa suspance non mancano, così come qualche buon effetto speciale. Ma l’argomento zombi non è dei più facili da trattare ed i termini di paragone con le pellicole romeriane si sprecano. Ecco allora che vengono tirati in ballo i classici clichè: esperimenti biologici falliti, militari che cercano di porre rimedio alla situazione, morti viventi affamati e via dicendo. Tutti elementi già presenti in numerosi film sul genere e che rendono questo lavoro solo un discreto clone. Neppure la recitazione degli attori, piuttosto anonima, riesce a regalare quel famoso tocco in più. Vedremo come si presenterà il già annunciato sequel.
Recensione di Maxena

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