Non Aprite Quella Porta | Recensione film

Non Aprite Quella Porta | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

nonapritequellaportaLa storia si svolge nel caldo agosto del 1973. Un gruppo di amici (Sally, Frank, Jerry, Pam e Kirk) si trova in viaggio in una zona rurale del Texas col loro furgone; durante il tragitto danno un passaggio ad un ragazzo un po’ squilibrato, la cui famiglia, secondo il suo racconto, possiede un mattatoio. I suoi comportamenti sono alquanto bizzarri e, in un eccesso d’ira, ferisce Frank, un portatore d’handicap. Il pazzo viene sbattuto fuori dal furgone e i 5 amici proseguono fino ad una vecchia fattoria abbandonata, appartenuta al nonno di Sally e Frank.
Per trovare del refrigerio, Pam e Kirk decidono di fare una nuotata; non troveranno l’acqua, ma una fattoria piuttosto bizzarra.
Durante la perquisizione, entrambi cadranno vittime degli “inquilini”: un uomo robusto e col volto coperto da una maschera di cuoio li farà a pezzi con una motosega.
Sotto i suoi colpi cadranno anche Frank e Jerry, che perlustravano la zona alla ricerca dei compagni scomparsi, mentre Sally viene catturata e presentata al resto del nucleo famigliare: oltre a Leatherface, ne fanno parte il cuoco (proprietario del un distributore dove i ragazzi avevano chiesto in precedenza informazioni), l’autostoppista profanatore di tombe ed il vecchio incartapecorito nonno.
La famiglia di psicopatici è dedita al cannibalismo ed è responsabile della violazione di alcuni loculi nei cimiteri limitrofi: prelevano alcune parti dei corpi dei cadaveri per utilizzarli come arredamento!
Sally viene sottoposta ad una serie di torture psicologiche, dalle quali ne uscirà con la mente in subbuglio…

Film allucinato ed allucinante, opera prima e mai eguagliata da Tobe Hooper, nonostante le numerose pellicole che dirigerà negli anni successivi. Il cappello iniziale cita gli eventi come realmente accaduti, ma si tratta semplicemente di una frase promozionale per attirare attenzione e spettatori. In realtà la fonte primaria d’ispirazione sono state le gesta di un famoso serial killer anni 50, Ed Gein, che scuoiava le sue vittime per adornare la sua casa.
Hooper riesce a colpire magistralmente la fantasia del pubblico con immagini decisamente forti per l’epoca, puntando l’attenzione sull’angoscia della protagonista Sally e sulla presenza fisica di Leatherface. Sarà infatti quest’ultimo l’attrazione principale della pellicola, destinato a diventare un’icona del cinema horror, con la sua famosa motosega ostentata come un trofeo. La sceneggiatura è alquanto semplice e limitata, ma sufficentemente terrorizzante da inchiodare alla poltrona.
Verranno realizzati alcuni sequel in futuro, ma non con la stessa intensità emotiva.
Un must assoluto del cinema horror.

Recensione a cura di Maxena

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