Leprechaun 3 | Recensione film

Leprechaun 3 | Recensione film

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leprechaun3Uno strano personaggio, con un occhio solo, una mano ed una gamba artificiali, porta una strana statua in un negozio di pegni a Las Vegas. Riesce a venderla per 20 dollari e si allontana in grande fretta, dopo aver ordinato al padrone del negozio di nome Gupta (Marcelo Tubert) di non levare mai il medaglione da quello strano oggetto.
Il simulacro raffigura un Leprechaun (Warwick Davis). Ovviamente Gupta si prende subito il medaglione ed il folletto torna in vita.
Nel frattempo un ragazzo, Scott (John Gatins), presta soccorso stradale a Tammy (Lee Armstrong), una bella signorina che lavora come apprendista di un mago al vicino casinò…

La scelta vincente del film è stata quella di affidare la regia a Brian Trenchard-Smith, icona del cinema di genere australiano (pur essendo inglese), che ha messo in risalto gli elementi comico-splatter in una sorta di contesto molto anni ’80, nel senso che non si vuol prendere molto sul serio la storia in sé quanto voler solo divertire lo spettatore. Una creatura avara come il Leprechaun è a suo agio in quel luogo di perdizione che è il casinò per antonomasia.

Vi è poi una serie di personaggi di contorno molto simpatici: il mago imbranato, la sua amante matura e tettona (mitica la vendetta del Leprechaun), l’impresario del casinò inguaiato con due malavitosi.
John Gatins, il protagonista, avrà più successo come sceneggiatore e come regista (Dreamer – La strada per la vittoria). Il Leprechaun è molto più cattivo ed ironico: ci si diverte.

Da notare come il quinto capitolo ricalcherà un po’ di trovate del film (la statua, il medaglione, i desideri che il folletto deve esprimere se si ha una sua moneta) ma con esiti assai negativi.
Simpatico.

Recensione a cura di Zick

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