Leprechaun 4 – Nello spazio | Recensione film

Leprechaun 4 – Nello spazio | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

leprechaun-4Un gruppo di rozzi marines capitanati dal sergente Hooker (Tim Colveri) fa irruzione su un pianeta per distruggere chi ha prodotto danni alle operazioni minerarie.
In quel pianeta c’è il Leprechaun (Warwick Davis) che vuole sposare la bella principessa Zarina (Rebekah Carlton), sebbene la donna non sia affatto convinta.
I militari cercano di eliminare il folletto e pensano di esserci riusciti. Tornano nella loro astronave ma i guai sono appena iniziati.

Brian Trenchard-Smith è il regista che meglio di tutti gli altri suoi colleghi che hanno diretto i sequel della serie ha capito che il modo migliore per dare interesse ad un personaggio pressocché imbattibile come il Leprechaun è quello di esaltare il lato comico, farsesco, demenziale dell’intera vicenda.
Infatti questo film, così come il precedente, vuole far ridere. E ci riesce.
Certo, il film ha la fama di peggiore della serie, ma Trenchard-Smith è un regista fuori tempo, nel senso che è molto anni ’80 come estrosità e bizzarria.
Leprechaun 4 è un film folle ed a suo modo geniale, che sposta il folletto in scenari spaziali molto cheap e che abbonda, nei limiti del possibile, con effetti speciali e scene gore.

Il film esce un anno prima di Starship Troopers e presenta, senza alcun retrogusto politico-sociale, una banda di militari molto dediti a gogliardia e divertimento.
C’è il personaggio alquanto strambo del Dr. Mittenhand (Guy Siner) una sorta di Mussolini (!) dall’accento tedesco (almeno nel doppiaggio italiano) tanto intelligente quanto ridicolo.
C’è poi un ibrido mutante scorpione-ragno-uomo discretamente realizzato. Poi c’è il Leprechaun che diventa un gigante…
C’è tanto, troppo e velocemente. Ma tutto solo per divertire.
Un bel horror demenziale fantascientifico. Non un horror puro, non un’opera di sci-fi avventurosa. Un film principalmente da ridere e per questo deve essere preso.
Sotto questo punto di vista, il migliore della serie.
Il protagonista non parla in rima, ma non è un grosso problema.

Recensione a cura di Zick

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