Buio Omega | Recensione film

Buio Omega | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

buioUn giovane imbalsamatore di animali perde prematuramente la sua ragazza. Ossessionato ed incapace di elaborarne il lutto, dopo il funerale si reca al cimitero e riesuma il corpo della giovane tanto amata, la porta a casa e, sul suo corpo esegue il rituale dell’imbalsamazione al fine di poterne fermare nel tempo il decadimento che, inevitabilmente, la decomposizione eserciterebbe sul cadavere.
In seguito una prosperosa autostoppista in cerca di avventure circuisce il giovane che, eccitato, la conduce a casa sua con l’intenzione di consumare un breve (ed insignificante) rapporto sessuale.
Il coito viene eseguito nella camera dove, nascosto tra le coperte, è presente anche il cadavere imbalsamato… e quando la ragazza, casualmente, lo scopre fugge terrorizzata.
Ma ormai la follia si è impossessata del giovane che, in una violenta e brutale aggressione, prima stacca le unghie all’imprudente ragazza, quindi la uccide.
La governante della casa, invaghita del ragazzo, si fa complice e lo aiuta a ridurre in pezzi il corpo della vittima, prima di bruciarne i resti…
Quando, nella casa, sopraggiunge la sorella gemella dell’amata il sogno iniziale del giovane si trasforma pian piano in un lungo, sanguinolento incubo per tutti quelli che, in un modo o nell’altro, avranno a che fare con la follia del necrofilo…
Curiosa la frase di lancio che, all’epoca, spiccava sui manifesti pubblicitari (certamente apocrifa): Hitchckock ebbe a dire dopo la visione di Buio Omega: “… solo a pensare a questo film, mi vengono i brividi!”.
BuioOmegaJoe D’Amato, che in più occasioni ha dato prova di essere molto versato in questo genere, realizza quello che, molto probabilmente, rimarrà impresso negli annali del cinema come uno dei film più tetri, claustrofobici e violenti del cinema italiano. Al pari del miglior Lucio Fulci.
La presenza di Cinzia Monreale (la cieca de L’Aldilà), brava caratterista del nostro cinema, e le musiche dei Goblin sono un marchio di garanzia per un tipo di film che mantiene quello che promette sin dai primi minuti.
E cioè tanto sangue, tanta violenza, ma anche, di fondo, una vena di malinconia e di tristezza.
Il film venne rieditato nelle sale nel 1987 con il titolo meno incisivo (e cavalcante il successo del filone sulle dimore maledette) come …In quella Casa – Buio Omega.
D’Amato non ha mai nascosto che il modello “alto” del film (con una trama identica, ma uno sviluppo molto contenuto sugli effetti) è una pellicola B/N datata 1963, diretta da Giacomo Guerrini ed interpretata da Franco Nero: Il Terzo Occhio.
Un esempio raro di un cinema che, da sempre, all’estero gode di grande rilievo mentre in Italia (ed è paradossale che qui abbia avuto origine un tipo di cinema horror molto “viscerale”) è pressoché sconosciuto.
Il successo effimero e temporaneo di cui il film ha goduto al botteghino ha dato spunto al regista per realizzare successivamente quello che, probabilmente, resta a testamento come miglior horror di Massaccesi: Antropophagus.
Recensione a cura di Undying1

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