Wolf Creek | Recensione film

Wolf Creek | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

wolf-creekDue amiche, Liz (Cassandra Magrath) e Kristy (Kestie Morassi) stanno viaggiando presso la costa occidentale dell’Australia. Nel loro percorso (fatto di continui spostamenti in automobile) sono accompagnate da un amico locale, Ben (Nathan Phillips)che in realtà è invaghito di Liz.
Il gruppo è diretto verso il luogo denominato Wolf Creek: un’area sita nel Parco Nazionale, frutto dell’impatto di un meteorite enorme.
L’affascinante cratere, testimone della coronazione della storia d’amore tra Liz e Ben, presto si rivela un luogo poco felice: la macchina, infatti, non da segnali di vita.
I tre ragazzi sono rimasti a piedi, sperduti nell’immensa area priva di transito…Fortuna vuole che un camionista, di passaggio, si offre di prestare assistenza…
Ma le cose, durante la notte, prenderanno la piega di un incubo….
Un horror australiano è abbastanza raro.
Oltretutto qua siamo di fronte ad un esemplare eccellente, che gode di una fotografia particolarmente accurata e che offre una panoramica (supportata dalla struttura dei luoghi) di forte impatto visivo.
Il film si divide in due parti: un primo tempo di esplorazione e viaggio, sull’onda del divertimento ed un secondo tempo esattamente opposto, con i personaggi rinchiusi in uno squallido capannone e vittima della follia (senza ritorno) di un cinico e spietato aguzzino.
Anche se il canovaccio è pur sempre quello, qua siamo di fronte ad una buona messa in scena, supportata dalla salda regia di Greg McLean (all’opera nel 2006 su Rogue, film di prossima distribuzione internazionale) che firma anche la sceneggiatura.
Ed è quest’ultima che, giocando sul fattore sorpresa, coglie allo stomaco lo spettatore, riservando due inaspettati colpi di scena conclusivi che raggiungono in pieno il loro efficace obiettivo grazie anche all’ottima resa data dagli interpreti.
Il film si dice ispirato a dati reali, e porta alcune cifre sulle persone che, annualmente, scompaiono in Australia: comunque sia, il modello di riferimento pare essere (più che la cronaca) il solito Texas Chainsaw Massacre.
Il livello di gore è splatter e dosato, ma efficace e disturbante quando fa la sua comparsa.

Recensione a cura di Undying1

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