Reazione a Catena | Recensione film

Reazione a Catena | Recensione film

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reazione-a-catenaUn palazzo situato in una proprietà selvaggia e solitaria denominata “La Baia” è la causa delle attenzioni criminali di un architetto che, per entrarne in possesso e trasformarla in un villaggio turistico, innesca un meccanismo di delitti eseguiti “a catena” dai presunti eredi.
La prima a cadere, vittima della follia omicida generale, è la contessa proprietaria della tenuta…

Strepitosa incursione di Bava nel terreno dello splatter, questo Reazione a catena, anche noto come Ecologia del delitto e come antefatto, all’epoca dell’uscita in sala è stato incredibilmente snobbato dal pubblico…
Venne anche rieditato, all’estero, dopo il successo del film di Craven, come Last house on the left part 2…
In un ruolo anche Nicoletta Elmi (la bambina di Profondo rosso, presente poi anche in Dèmoni di Lamberto Bava)…
La pellicola, su un soggetto non accreditato di Dardano Sacchetti, presenta una serie di trovate che verranno poi palesemente copiate nel ciclo americano della serie Venerdì 13; in particolare alcuni delitti saranno riproposti identicamente ne L’assassino ti siede accanto (secondo episodio del ciclo) diretto da Steve Miner…
Ma non sono solo i delitti, che Bava riprende con dovizia di particolari e con trovate di inquadratura non convenzionale , ad essere fonte di ispirazione per il cinema “estero”… Tutta l’ambientazione, e la struttura di Reazione a catena, è riportata nella serie dedicata a Jason…
Bava si dimostra, come sempre del resto, un precursore dei generi, andando oltre allo specifico (il thriller) ed abbozzando un tema che sarà ripreso da molteplici autori. Proprio come già era accaduto in precedenza con 6 donne per l’assassino, che codifica il giallo italiano ed anticipa, di ben 6 anni, L’uccello dalle piume di cristallo…

Recensione a cura di Undying1

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