Phantasm | Recensione film

Phantasm | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

phantasmMorte. Punto di intersezione tra due mondi paralleli, pensiero minaccioso che rende le persone schiave delle proprie paure, incubo atavico perforatore della psiche umana che volenti o nolenti, confluisce in mera rassegnazione del genere umano, dovuta al lento ed inesorabile avvicinarsi dell’agognato momento. La Morte, appunto. Lenta ed inesorabile così come lo sono i passi e l’incedere dello scarno becchino che rappresenta l’apparato e l’ossatura di questo Phantasm. “L’Uomo Alto”, incarnazione allegorica del male di vivere, della solitudine, della perdita dei cari, degli amici, di tutte quelle malinconiche patologie, di cui riusciamo dopo innumerevoli sforzi a venirne fuori, con un qualcosa nell’animo che ci ha accresciuto e ci rende più forti di prima. Codesta, è la simbologia del film di Don Coscarelli, e dopo questa doverosa parentesi indugiamo volentieri sulla sinossi del film.
Mike (A. Michael Baldwin) è un ragazzo caduto in un profondo stato di depressione causa la prematura scomparsa dei genitori. Sul finire della cerimonia funebre focalizza l’esile sotterra morti del paese caricare in un carro funebre, con la sola forza delle sue ossute braccia una arcigna bara. Tale macabra figura destabilizza l’animo del giovane che tenta senza gaudio alcuno di raccontare quanto veduto all’unica persona in cui riversa stima ed affetto, ossia suo fratello Jody (Bill Thornbury) che stenta a credere a quanto dettogli. Il coriaceo protagonista non si da per vinto e in una delle sequenze maggiormente impregnate di tensione si reca nel cimitero di Morning Inside per far luce sugli strani accadimenti. Una volta addentratosi nella camera mortuaria, lunghi e pallidi corridoi fanno da macabra e claustrofobia cornice.
Eccolo: il temibile e pallido becchino scopre il giovane aggirarsi lesto e quatto e decide di inseguirlo, ma il piccolo ha la meglio. Di più. Riesce anche a tagliare un dito al Signore Della Morte e a fuggire da quella amena landa. Tornato a casa ripone il cimelio di carne e sangue in un contenitore, notando che secerne una abominevole melma giallastra che trasmuta in orribile mostro volante. Con l’aiuto di Reggie (Reggie Bannister), figura che rivestirà notevole importanza nel proseguo della serie, si riuscirà nell’intento di ostacolare il diabolico piano di conquista di Tall Man.
Sicuramente non si sta disquisendo su un lungometraggio qualsiasi, scevro del più iniquo significato. Tutt’altro. La produzione di Coscarelli (Bubba Ho Tep) è filosofia fatta ad arte, creata dal nulla, che dimostra quanto sia importante disporre di idee originali ed all’avanguardia piuttosto che di corposi budget coadiuvati da peccaminosi special effect, stendardo di registi megalomani. Girato con soli trecentomila dollari, vanta come cast amici e familiari del regista che danno lampante prova di discrete capacità recitative.

Invero, ha l’insigne merito di aver lanciato nella schiera dei”Villain” del cinema il venerando Tall Man che con le sue camminate lente ed inesorabili e le famigerate quanto letali sfere si è ritagliato una posizione di illustre prestigio nella cinematografia di genere. Onore e merito ad Angus Scrimm per la caratterizzazione, priva di lacune e/o sbavature.
Sarò serafico: una chicca imperdibile per gli amanti dell’horror vecchio stampo, con atmosfere sulfuree ed ammiccanti. Tacciato, ingiustamente di una eccessiva lentezza, quest’ultima è una sorta di preparazione all’apocalisse ed ecatombe finale, ripresa esattamente dal suo seguito “Phantasm II”, potabile ma inferiore su tutti gli standard qualitativi.
In definitiva, val bene una visione.

Recensione a cura di Undying1

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