Zombi Holocaust | Recensione film

Zombi Holocaust | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

HOLOCAUSTNew York: all’interno di un Ospedale, avvengono strani e preoccupanti fenomeni. In particolare i cadaveri, dislocati nella camera mortuaria, sono attenzione di un feroce sadico che amputa parti del corpo per scopi ignoti. Sarà solo casualmente che uno degli infermieri (proveniente dall’Isola di Kito, ubicata nell’arcipelago della Molucche) viene colto mentre si nutre di un organo estratto dal corpo di un cadavere… Sul cannibale, che immediatamente si getta dal grattacielo, viene rinvenuto il simbolo di un presunto gruppo di indigeni, praticanti l’antropofagia.
Il dott. Peter Chandler (Ian McCulloch), accompagnato dalla dottoressa Lori Ridgway (Alexandra Delli Colli) dello stesso Ospedale e da una coppia di reporter muove immediatamente verso l’Isola, alla ricerca della presunta tribù di cannibali. Giunta a destinazione fa la conoscenza del dott. Obrero (Donald O’Brian), che indica loro la possibile dislocazione dei “selvaggi”…
Ma il gruppo, quanto prima, si imbatte anche con i feroci indigeni: quando un accompagnatore locale viene rinvenuto orrendamente mutilato…
Ma non sono solo i cannibali un pericolo per la spedizione: presto la presenza di esseri (deformi e menomati) apparentemente privi di raziocinio e particolarmente aggressivi li indirizza nei paraggi di un capanno adibito, dal dott. Obrero (Butcher nella versione anglofona), a laboratorio medico…
Una delle involontarie pazienti, la giornalista Susan Kelly (Sherry Buchanan), è sottoposta alle attenzioni chirurgiche, mentre…
Zombi Holocaust è il prodotto di un filone particolarmente redditizio e sviluppatosi a seguito del successo internazionale di Zombi (1978 – George A. Romero), e ancor più di quello derivato dall’apocrifo Zombi 2 (1979 – Lucio Fulci), tanto più che si tratta di una medesima produzione (targata Couyoumdjian e Fabrizio De Angelis, quest’ultimo in seguito anche regista con lo pseudonimo Larry Ludman) e che vanta (tranne in regia) un medesimo cast tecnico (e lo stesso interprete principale, Ian McCulloch)…
Agli occhi dell’estimatore del cinema horror italiano molti particolari non possono sfuggire: dalla similitudine delle location (le medesime del film fulciano), alla presenza di un cast DOC che contempla, oltre alla bellissima Alexandra Delli Colli (in seguito –nel 1983- preda del feroce killer sanguinario denominato “Squartatore di New York”), Richard O’Brian nel ruolo del Mad Doctor…

L’utilizzo di uno script che coniuga il tema dei cannibali a quello degli zombi, passando per il folle “medico” sperimentatore evoca alla memoria Emanuelle e gli Ultimi Cannibali (1977 – Joe D’Amato), Le Notti Erotiche dei Morti-Viventi (1980 – Joe D’Amato) e lo stesso Zombi 2.
Aggiungiamo un motivo musicale (a cura di Nico Fidenco) che sottolinea i momenti gore (e di tensione) inserendo gli stessi brani dei film della serie Emanuelle (in particolare il già menzionato Emanuelle e gli Ultimi Cannibali, peraltro sceneggiato dallo stesso autore, Romano Scandariato) ed è facile comprendere come, l’aria che si respira in questa truce, quanto riuscita pellicola splatter, è quella più cara al genere italiano.

A prescindere da queste considerazioni (di mero carattere statistico), c’è da sottolineare che il regista è stato molto più versato verso tematiche ironiche (suoi alcuni trash – tipo Pierino- della commedia sexy all’italiana): anche se in questa –unica- occasione Girolami presenta alcuni momenti dei più “insostenibili” dell’intero filone di derivazione italiana (sgozzamenti, amputazioni di arti, eviscerazioni, scorticamenti e “cervelli” a vista….).
Zombi Holocaust è stato, all’estero, osannato per questa sua componente particolarmente viscerale, rimanendo in Italia (siamo al solito paradosso) inedito in home video sino alla fine degli anni ’90, quando Lamberti Forni ne ha messo in circolazione una versione (rimasterizzata dal negativo originale e nel corretto formato cinematografico) sulla cui integrità sorgono alcuni dubbi…
La sequenza dell’incisione della calotta cranica (cui viene sottoposta, dopo amputazione delle corde vocali, la cinica giornalista) sembrerebbe accompagnata da un ulteriore intervento al seno (sequenze apparse in alcune foto di scena) e la durata complessiva del film (circa 80 minuti contro gli ’85 della versione inglese) instilla il dubbio sulla completezza della pur magnifica edizione home video…
Vette di comicità involontaria nel doppiaggio degli indigeni, in contrasto con una ferocia senza limiti ed una storia “delirante” ne fanno un caso unico nel panorama cinematografico del genere…
Un plauso alla convincente interpretazione di Donald O’Brian (nei panni del folle ma lucido dott. Obrero), in seguito presenza fissa negli horror (e non solo) italiani targati Joe D’Amato e qua alla sua miglior performance…

Il voto della recensione può apparire esagerato e chi frequenta questo sito sa che non è nostra abitudine attribuire voti sovradimensionati quindi, al fine di dare una corretta informazione, precisiamo subito che si tratta di un giudizio “parziale” derivato dalla particolare attenzione rivolta (da chi scrive) al cinema di genere italiano.
Per essere ancora più chiari: se avete apprezzato film come Zombi 2, Emanuelle e gli Ultimi Cannibali o Le Notti Erotiche dei Morti-Viventi, questo Zombi Holocaust rappresenta una miscela riuscita ed efficace degli ingredienti (Sex & Violence) presenti nelle citate pellicole….
In caso contrario (ovvero di scarsa dimestichezza col cinema horror italiano) è consigliabile valutarne la visione dopo adeguati ripensamenti…
Per il resto, un successo internazionale, che vale per quello che è (puro e sano intrattenimento “di genere”)….

Curiosità: uno dei pochi horror italiani che figura non essere mai stato inserito nella programmazione televisiva…
Citazione da ricordare:
“Ti ho reciso le corde vocali, così mi lascerai lavorare indisturbato”, pronuncia il folle dott. Obrero, mentre si accinge ad estrarre il cervello (da impiantare in un cadavere!) alla vittima di turno.

Recensione a cura di Undying1

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