Intervista all’attore Paolo Salvadeo

Intervista all’attore Paolo Salvadeo

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paoloIntervista a Paolo Salvadeo, attore attivo nell’horror indipendente italiano. Rivolgiamo qualche domanda a questo valido caratterista che ultimamente si è fatto apprezzare nei più recenti film di Paolo Del Fiol.

L: Ciao Paolo, fai una breve presentazione di te.
P: Ciao ragazzi, sono un attore che per anni ha fatto lavori poco interessanti dal punto di vista personale (quello che passava il convento, l’importante era lavorare), da qualche anno invece faccio solo film che mi danno soddisfazione, come horror e azione!

L: Com’è nata la tua passione per il cinema e, in particolare, per la recitazione?
P: Fin da piccolo mi piaceva fare qualche sketch insieme agli amici, e tutti mi ripetevano : “Ma che bravo che sei, da grande farai l’attore!”, e alla fine mi sono convinto di essere bravo davvero. Così mi sono iscritto in una scuola di recitazione, ma lì mi sono reso conto che non ero bravo per niente, ero l’ultimo arrivato in tutti i sensi! Però mi piaceva, così ho studiato e la scuola mi ha dato le basi. Pian piano ho capito che mi sarebbe piaciuto guadagnarmi la pagnotta recitando, cosa però difficilissima.

L: Il primo film in cui hai recitato?
P: La prima volta davanti ad una telecamera è stata per un telefilm, una fiction noiosissima sul quartiere Quarto Oggiaro di Milano. Interpretavo il giovane boss del quartiere. Ricordo che la mia primissima battuta era da dire sottovoce, avevo il microfono sotto il maglione, ma per me che venivo dal teatro era impensabile recitare sottovoce, così ho ripetuto un migliaio di ciak continuando imperterrito a dire la battuta con il vocione facendo sclerare il regista. Alla fine mi hanno doppiato.

kokeshiL: Ti ho visto per la prima volta in Connections di Daniele Misischia e Paolo Del Fiol (film composto da due episodi, “Hobo” e “Kokeshi”), esattamente nel secondo mediometraggio di Paolo Del Fiol… Puoi parlarci del personaggio che interpreti?
P: Il mio personaggio è l’Uomo della Croce. E’ chiamato così perché sul petto porta una cicatrice a forma di croce provocatagli dalla sorella con un coltello quando era bambino. Sua sorella è la serial killer protagonista di Kokeshi (interpretata da Silvia Sorrentino). L’Uomo della Croce rapisce giovani ragazze per lei, per permetterle di soddisfarei suoi sadici piaceri. Il mio personaggio è mentalmente malato, è stato divertente aggiungerci qualche tic e dargli un’impronta un po’ fuori dagli schemi.

ConnectionsL: Cosa pensi di questo film e anche delle sequenze splatter in cui sei coinvolto?
P: “Kokeshi“, a differenza di tanti film horror indipendenti, ha una bella trama, che si sviluppa soprattutto nella parte finale. Onore a Paolo Del Fiol che ha avuto questa idea.
La scena in cui mi splattero è stata divertente da girare, Davide Pesca non ha lesinato sul sangue finto, a tal punto che quando a casa ho tolto le lenti a contatto erano tutte rosse perché il sangue era finito anche lì!

L: Le maggiori difficoltà (se ce ne sono state) incontrate in questo mediometraggio?
P: Fortunatamente nessuna difficoltà, a parte forse il freddo polare degli scantinati in cui abbiamo girato e noi attori che eravamo mezzi nudi!

kokeshi-salvadeoL: Un giudizio complessivo su Connections. A chi lo consiglieresti?
P: Connections è stata un’idea molto interessante (infatti ora anche altri hanno preso spunto e ideato film collettivi con episodi girati da registi diversi), è ispirato ai cinema grindhouse in cui venivano proiettati di seguito film estremi di vario genere, horror, azione, erotico ecc.
Infatti Connections racchiude “Hobo” che è un film pulp/azione e “Kokeshi” che è un horror in stile torture porn. Lo consiglio a tutti quelli che, come me, si rifiutano di andare al cinema a vedere i soliti film italiani commerciali, diciamo basta alle cagate che si producono in Italia!

neo-sekigunL: Sei attualmente coinvolto in Adrenaline, un altro progetto ideato da Misischia. Anche questa volta fai parte del cast del cortometraggio diretto da Del Fiol: “Neo Sekigun”. Puoi dirci qualcosa a riguardo, anche sul tuo personaggio?
P: “Neo Sekigun” è ispirato a un movimento realmente esistito, l’Armata Rossa Giapponese, ed in particolare alla sua leader che dal Giappone si è insediata in Palestina per appoggiare il Fronte Popolare di Liberazione.
Il mio personaggio è un ambasciatore americano che verrà usato per uno scambio di ostaggi.

L: “Kokeshi” e “Neo Sekigun” appartengono a due generi ben diversi. Il primo è prettamente horror, mentre il secondo è un dramma-action. In quale dei due film ti sei sentito più a tuo agio? Ti piace recitare maggiormente nei film horror o ti presti a qualsiasi ruolo?
P: Amo entrambi i generi, quindi sono sempre contento di interpretare sia uno che l’altro, dal punto di vista interpretativo possono dare entrambi molte soddisfazioni ad un attore quindi ben vengano sia uno che l’altro in egual misura.

L: Cosa c’è da aspettarsi da “Neo Sekigun”, e da Adrenaline in generale?
P: Purtroppo qui in Italia far uscire film di azione o pulp è impossibile (altrimenti certi registi come ad esempio Daniele Misischia sarebbero già famosi), quindi Adrenaline darà la possibilità a tutti gli appassionati di questo genere di vedere qualcosa fatto qui nel nostro Paese, e se ci sarà un buon seguito di pubblico può darsi che qualcuno sia disposto ad investire anche in film che non hanno la parola ‘amore’ o ‘amare’ nel titolo!

L: Attori preferiti?
P: Ultimamente non ne seguo qualcuno in particolare, però per anni non mi sono perso neanche un film di Leonardo DiCaprio che, avendo all’incirca la mia età, interpretava personaggi che sarebbero potuti toccare anche a me (beh, magari in film con qualche milione di dollari in meno di budget…).
Fin da giovane ha interpretato ruoli difficili ma stupendi per un attore, come il ragazzo spastico in “Buon compleanno Mr. Grape”, il drogato in “Basketball Diaries” o il poeta Rimbaud in “Poeti dall’inferno”.
In Italia dico Elio Germano, lo seguivo da prima della sua esplosione. Bravo e naturale come piace a me.

L: Quali sono per te i capisaldi del cinema di genere?
P: Rimanendo in Italia e parlando di genere horror, fin da piccolo (specie prima dei 14 anni, per provare il brivido di guardare film vietati ai minori) mi guardavo i film di Dario Argento e Lamberto Bava. Quello che mi sono visto più volte è stato Demoni.

L: Quali sono i tuoi progetti futuri?
P: Si intitolerà “YamatoKaiiki – Cronache di strani fenomeni giapponesi”, manco a dirlo è il prossimo progetto di Paolo Del Fiol, è l’unico che si ricorda sempre di me e mi tiene in allenamento!

L: Lascia un messaggio alla community di DarkVeins e a tutti coloro che leggeranno questa intervista!
P: Grazie innanzitutto a DarkVeins, e grazie a tutti coloro che mi hanno dedicato un po’ del loro tempo leggendo questa intervista, mi raccomando, continuate a supportare l’horror indipendente, visto che soldi non ne arrivano le soddisfazioni ce le date solo voi!

L: Ciao Paolo, grazie per la tua disponibilità!

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