Ecnephias: intervista al leader Mancan

Ecnephias: intervista al leader Mancan


mancan1DarkVeins ha intervistato Mancan, il leader della Gothic/Black metal band italiana Ecnephias. Approfittiamo dell’uscita del nuovo album omonimo per saperne di più. Si parlerà degli esordi e fino all’affermazione del gruppo, oggi tra le più importanti realtà del circuito estremo italiano.

L: Ciao Mancan, grazie per averci concesso questa intervista! Come ti definisci?

M: Grazie a te. Mmm, è difficile definire se stessi, si può cadere nella vanità o nella modestia. Posso dirti solo che ho alcuni lati caratteriali molto definiti che sono la lealtà, il coraggio, la forza di volontà. E che la musica è la valvola di sfogo di tutta la mia spiritualità. Sono una persona cortese e gentile ma anche dura.

L: Parlaci degli esordi degli Ecnephias e di come si sono evoluti nel tempo.

M: Come band siamo costantemente attivi dal 2004/2005, quindi una decade, pur se nati nel 1996 e operanti solo per pochi mesi effettivi. Come ho già riferito a un tuo collega, siamo partiti come band black/death metal, sempre in senso melodico e differente dalla massa, con voglia di sperimentare nei confini dello stesso genere (“Dominium Noctis”, “Haereticus” e “Ways of Descention”) ed i risultati di critica e pubblica furono, eccettuati isolati casi, davvero buoni. Tuttavia sentivo che non stavamo sfruttando con piena libertà e coraggio il nostro potenziale, forse per paura, non so… eravamo una band discreta, con buone composizioni all’attivo, ma il meglio doveva arrivare… in effetti il nostro background musicale è pieno di heavy metal, dark rock, gothic e death melodico, per cui mi son detto “è tempo di azzardare”, chi non rischia non ottiene nulla dalla vita. “Inferno” mi ha fatto tremare prima della pubblicazione, ma dopo è stata un’esplosione di affetto e stima da parte di tutti, le parole dei testi di “A Satana”, “Chiesa Nera”, “Buried in the dark abyss”, “Voices of dead souls” e delle altre canzoni, accompagnate da una musica diretta, potente e melodica, hanno segnato per sempre il nostro nome nel metal italiano, le vendite sono continue (pur nei limiti del tempo storico che viviamo) e i numeri sul web impressionanti per una band come noi, che gode oramai di un vasto seguito. Il video “A Satana”, il nostro pezzo più noto, è quasi a 24.000 visualizzazioni reali, un botto! E tutto è partito dal nostro umilissimo canale, non da una piattaforma come ad esempio può essere “BlankTV” o altre similari, il che fa comprendere la reale portata del fenomeno. Per una band underground sono numeri notevoli. Come le migliaia di fans in tutto il globo che ci supportano con una costanza commovente. L’Italia credo che deve esserne fiera. “Necrogod” ha confermato e migliorato quanto fatto sul precedente lavoro, spingendo un po’ l’acceleratore sul metal e sul groove generale, in una atmosfera davvero unica ed esotica visti i temi trattati nei testi e in musica. “Ecnephias” è il punto di arrivo di un percorso, un album che ci rende davvero felici sotto ogni profilo. Non abbiamo più paura di nulla, la nostra personalità è fuori al massimo. Ma punto di arrivo significa per me della “seconda fase” della band, il meglio per me deve sempre arrivare e non ti nego che ho già scritto nuovi brani per il futuro.

L: Quali sono le vostre influenze musicali?

M: Tutto l’heavy metal classico e tradizionale, il gothic degli anni ’90, il death metal melodico, il black melodico e il dark rock.

L: Avete realizzato ben cinque album. Dominium noctis, Ways of Descention, Inferno, Necrogod ed Ecnephias. Un aggettivo per definirli? Quale fra questi è quello che più rappresenta l’anima degli Ecnephias?

M: Dominium Noctis: magico. Ways of descention: complesso. Inferno: intelligente. Necrogod: curatissimo. Ecnephias: sublime (per me almeno). Il più rappresentativo è difficile da indicare, direi gli ultimi tre insieme, guidati da Inferno che è stato l’album della svolta.

ecnephiasL: “Ecnephias” è il vostro nuovissimo album per la My Kingdom Music records. Puoi presentarcelo? Puoi parlarci brevemente anche delle influenze e dei singoli brani?

M: Come ripeto un po’ a tutti in sede di intervista, e non avrei altro modo per comunicarlo, “Ecnephias” è uno scrigno che contiene un po’ di tutto, in un grado per noi mai raggiunto prima, a livello tecnico, compositivo, di interpretazione e convinzione. E’ heavy, dark, gothic, melodico… spesso malinconico ma sempre potente, “metal” ma alla nostra maniera. Riflette un periodo di rabbia, paure, voglia di cambiamento, ricerca, introspezione. E’ una storia di vita legata alla Via della Mano Sinistra, che si dirama tra luoghi fisici ed onirici. Ricorda molto la serie televisiva di Twin Peaks a livello di storia contenuta nelle liriche di ogni capitolo del concept. Ma con un animo “mediterraneo” e poco nordico. Ecnephias è “Mediterraneo” in ogni senso. Le influenze sono quelle generiche di cui ti parlavo più sopra, magari si sente che siamo amanti di Moonspell e Tiamat, la voce può ricordarlo come qualche arrangiamento, ma in fin dei conti siamo noi. Nessuno inventa più nulla ma almeno noi proviamo a metterci della farina nostra e a non essere dei meri cloni come tanti. Sono legato a tutti i pezzi contenuti nell’album e non potrebbe essere diversamente, ma le liriche di “A field of flowers”, “Chimera”, “Tonight”, “Nyctophilia” e “Vipra Negra” le sento particolarmente ispirate e anche la musica relativa a ciascuno dei brani mi prende particolarmente. Senza per nulla tralasciare gli altri brani di cui siamo fieri e soddisfatti. “Lord of the Stars” è un pezzo incredibilmente carico di energia.

L: Da cosa si differenzia Ecnephias dagli altri titoli della vostra discografia?

M: Ha una produzione più metal ed è il figlio di un periodo molto ispirato per me. Ho potuto finalmente cacciare fuori tutta la vena melodica del mio stato artistico con un suono potente e moderno. Il più lungo album (in durata) della nostra storia. Il più vario. Forse il migliore.

L: Dopo il lyric video di Vipra Negra è già disponibile il video ufficiale di Firewalker sempre dell’album Ecnephias… Come sono stati accolti dal pubblico?

M: Ottimo il responso e numerosissime le condivisioni. Non ci lamentiamo del supporto dei nostri supporters. Sono in numero crescente in ogni parte del mondo.

L: Cosa puoi dirci dei testi delle vostre canzoni?

M: Trattano di temi psicologici, intimi ed esoterici. Penso di poter dire davvero poco, nel senso che molti sono chiari e diretti, mentre altri riflettono uno status fin troppo personale per renderlo di facile fruibilità e io ne sono un po’ geloso. Ognuno può trovare una suggestione che gli è propria o magari non trovarne nemmeno una o pensare che scrivo stronzate. Fa parte del gioco e del feeling.

1 ECNEPHIAS (2)L: Date live? Avete in programma un tour per promuovere Ecnephias?

M: Si, ci sono alcune cose in cantiere cui daremo un’occhiata e su cui rifletteremo quanto prima valutando i pro e i contro. Speriamo che si possa fare un tour in Europa dignitoso e che ci faccia rientrare con le spese.

L: Quali sono le band più importanti con le quali avete suonato live?

M: In passato Exodus, Opera IX, Necromass e in ambito di festival Rotting Christ, Moonspell, Dark Tranquillity a molte altre. E’ stato stimolante e anche d’esempio osservare alcuni grandi nomi ed essere loro vicino.

L: Cosa pensi della scena estrema italiana attuale?

M: Semplicemente ritengo che esistano singole realtà di valore e discreto successo, altre in crescita da alcuni anni con all’attivo alcuni lavori dignitosissimi (che seguo e rispetto) e che tutto il resto – la cd. scena – sia solo e soltanto ipocrisia, arrivismo e bambini cresciuti che giocano a fare i divi senza avere alcuna storia alle spalle, senza avere rispetto e dignità. Soprattutto senza stile musicale proprio, senza ricerca, senza coraggio. Basta un video per esaltarsi in Italia. A volte un demo. Siamo, anzi sono, loro, messi male. Sarò cattivo ma non mi interessa: se una band non ha una label professionale alle spalle, non ha almeno qualche album prodotto professionalmente e una presenza e una stima consolidata nell’ambiente rimarrà sempre “amatoriale”. Il che non è un male, anzi! Però bisogna comprenderlo. Essere professionisti non significa essere più tecnici, più veloci e cazzate simili, ma saper fare delle composizioni riuscite, emozionanti, registrate bene, prodotte meglio. Personali e ispirate soprattutto. E con dietro al nome un apparato promozionale e commerciale appunto professionale, anche minimo, che lavora con logica, competenza e serietà. Ci vuole un po’ di severità, mi spiace essere così crudo e diretto ma bisogna pur cominciare a dire le cose come stanno. Io amo l’underground e il mio stile di vita è sempre quello, ma sul significato di “professionale” sono molto selettivo perché so cosa significa stare mesi e mesi su una composizione, settimane in studio a curare ogni dettaglio, rispondere a centinaia di mails e organizzare il lavoro con le labels. So quanto costa entrare in uno studio, comprare strumenti di livello, dedicare 2/3 della propria giornata alla propria band. Da Inferno in poi abbiamo svolto un lavoro in studio oggettivamente “perfetto”, anche grazie al fonico di fiducia, questo da un punto di vista formale. E’ un lavoro meticoloso che pochi comprendono, se non gli addetti ai lavori. Poi magari la tua musica non piacerà a tutti, ma nessuno ne potrà parlare male quanto ad esecuzione e resa finale. Questo è professionismo. Il resto è altro, tanto fumo.

L: Progetti futuri?

M: Attendo il sole e il caldo torrido, priorità assoluta. Per il resto tutto andrà secondo ciò che riusciremo a organizzare, magari con un po’ di supporto da chi di dovere.

L: Per quanto riguarda il cinema horror invece? Sei un appassionato del genere? Se sì, quali sono secondo te i film horror?

M: Certamente, sono un amante del genere. Anche molti b movies e rarità cult. Preferisco i films con poca violenza fisica e molta violenza invisibile: spiriti, anime tetre, forze occulte, entità, psicologia e inconscio. Sono molto vicino a Pupi Avati come sensibilità, ai capolavori di Argento e dei maestri americani.

L: Un saluto ai lettori di DarkVeins!

M: Grazie per la vostra pazienza e attenzione e per aver dedicato qualche minuto a leggere le risposte del cattivissimo Mancan alla gentilissima Lady of Sorrow. Un abbraccio a tutti voi, specialmente ai meritevoli di stima! Ai nemici, tutto l’amore possibile.

L: Grazie e te Mancan! Di seguito il video ufficiale di “Vipra Negra”, track dal nuovo album:

 

Un commento

  1. ha fatto un discorso sulla scena italiana che mi è piaciuto moltissimo perchè penso le stesse cose in generale

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