The Exorcism of Emily Rose | Recensione film

The Exorcism of Emily Rose | Recensione film

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the exorcismIndagato per la morte di una giovane ragazza, Padre Moore (Tom Wilkinson) si ritrova in un’aula di Tribunale, sottoposto a pesanti accuse: Emily (Jennifer Carpenter), affetta da crisi epilettiche, su consiglio del parroco sospese le cure mediche. La diagnosi della Chiesa, rappresentata da Padre Moore, imputava alle strane manifestazioni della ragazza (rese particolarmente impressionanti da “alterazioni” del tono di voce e dalle inconsuete posture assunte dalla giovane) un’origine demoniaca. Mentre l’avvocato che prende posizione “difensiva” (Laura Linney) comincia a percepire strani fenomeni –ostentati attorno alle 3 di notte- il mistero della morte di Emily si fa sempre più oscuro ed inquietante: forse la sua malattia è veramente stata provocata da influenze maligne?
La credulità popolare spesso, può condurre su sentieri pericolosi; e non tanto per comportamenti spesso distorti ed antisociali, quanto per l’indifferenza ed il “non agire”, spesso peggiore di qualsiasi malefatta…
E’ il caso di Anneliese Michel, una studentessa bavarese di soli 18 anni, lasciata morire (a seguito della sospensione della cura medica), su consiglio del parroco del paese e del successivo pseudo”esorcista”. Correva l’anno 1976 all’epoca e il fatto assurse alla cronaca, generando –come da prassi- correnti pro e correnti contro “cristiane”…
Fatto sta che quell’avvenimento, poi riportato nel libro di The Exorcism of Anneliese Michel, non ebbe (purtroppo) vita propria e finita. Nel tempo gli esempi di malcostume si sono più volte ripetuti; per quanto assurdo anche in anni recenti: alcuni mesi fa, in Romania, è toccato ad una suora l’infausto (e doloroso) destino di essere affitta ad una croce e morta, legata da un sedicente esorcista, dopo tre giorni di sfinimento (e torture: alcune consorelle, per farla tacere, le tapparono in bocca degli stracci)…
E lo stesso Padre Amorth ha, in più occasioni, ribadito che il diavolo esiste e che la possessione è, in Italia, a livelli altissimi (sic!)…
Al di là di queste constatazioni, il film diretto da Scott Derrickson presenta molte, tante frecce al suo arco. Coadiuvato da Harris Boardman in sceneggiatura (dopo aver firmato, con lo stesso, i non entusiasmanti Urban Legend – Final Cut ed Hellraiser 5 – Inferno) il regista parte dal finale, per narrare a ritroso, in un aula di tribunale, la terrificante vicenda che pone, sullo stesso livello del demonio, l’atteggiamento superficiale e facilone di certe credenze basso popolari (alle quali appartegono anche quelle religiose)…
Da manuale l’interpretazione della bella (e quanto mai brava) Jennifer Carpenter nei panni di Emily, la quale si è sottoposta ad una strepitosa prestazione drammaturgia (non scevra da sforzi fisici al limite dell’agonismo a causa delle contorte posture assunte in fase di possessione).

Se si esclude un tiepido esempio (L’Avvocato del Diavolo) di Thriller che si svolge all’interno di aule di Tribunale, questo film è il primo “legal-horror”: definizione coniata in occasione del suo passaggio (con plauso di critica e pubblico) alla 62a Mostra di Venezia…
Se consideriamo che la Carpenter è affiancata, nella sua strepitosa performance da Tom Wilkinson (nei panni “talari” di padre Moore) uno dei più interessanti interpreti del cinema britannico e da Laura Linney (Mystic River, The Mothman Prophecies) in quelli dell’avvocatessa, già e facile intuire l’enorme livello qualitativo dell’operazione…
Al tutto si affiancano ottimi (pur se assai brevi) effetti visivi (le iniziali visioni distorte della posseduta) ed un significato che trascende quello meramente commerciale ed Horror…
Ottima la fotografia, con toni verdi, blu e rossi che virano al bianco abbagliante del pre-finale “metafisico”.
Mentre nella realtà, la giovane Anneliese morirà dopo mesi di agonia in una triste e “maledetta” giornata di Luglio con il corpo tatuato di ecchimosi, cicatrici, ferite e lacerazioni dopo aver raggiunto il peso di 32 Kg, il film depone più a favore della possibilità della possessione, con un finale –questo sì- risibile e dissacratorio…
Due considerazioni finali:
1 – si astengano i puristi dell’horror
2 – per chiunque voglia vedere un bel film, da non perdere assolutamente…
Così si è pronunciata la MPAA: Rated PG-13 for thematic material, including intense/frightening sequences and disturbing…
Recensione a cura di Undying1

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