L’Esorcista: la Genesi | Recensione film

L’Esorcista: la Genesi | Recensione film

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l-esorcista-la-genesiNel 1949, a causa dei supplizi visti durante la seconda guerra mondiale, Padre Merrin (Stellan Skarsgård) abbandona la fede e si dedica all’archeologia. Ritrovatosi in una regione del Kenia, su commissione di un collezionista, si imbatte in una Chiesa bizantina costruita ben 1500 anni prima. Gli inglesi che hanno scoperto questa antichità, stanno facendo degli scavi per poterla esplorare.Per sorvegliare il tutto è stato richiesto un rappresentante del Vaticano.
Merrin, insieme alla dottoressa Sarah Novack (Izabella Scorupco), viene coinvolto in una indagine relativa ad accadimenti misteriosi, pertinenti alla Chiesa sepolta.

Questo film, con musiche di Trevor Rabin e fotografia di Vittorio Storaro, appare maledetto sin dalla sua realizzazione. Iniziato da John Frankenheimer (deceduto poco dopo l’inizio delle riprese), il film è stato portato alla conclusione da Paul Schrader (che è stato in seguito licenziato, perché il prodotto è stato visto dal produttore come poco efficace) e quindi in fine girato completamente a nuovo da Renny Harlin.
L’Esorcista – La Genesi punta soprattutto sugli effetti speciali, realizzati da Gary J. Tunnicliffe, che ci mostrano cose come corvi che appaiono di colpo, iene che sbranano un bambino, diversi crocifissi rovesciati, un bambino nato morto e mangiato dai vermi, ecc.
La pellicola presenta diversi riferimenti a fatti avvenuti durante il nazismo, e su questo tema spesso si perde, sorvolando su aspetti prettamente horror che potevano rendere il tutto più gustoso. In generale, comunque, vengono proposte scene del tutto superflue, in abbinamento a certi dialoghi incredibilmente inutili.
Padre Merrin, che nel capostipite della serie L’Esorcista (1973) esorcizzava la piccola Regan (bambina conosciuta da qualsiasi appassionato del genere horror), qui viene presentato come un misto tra indiana Jones, dal passato burrascoso, e Rambo degli esorcisti. Insomma è una figura che è proprio difficile da digerire.
Tutto il prequel, con la sceneggiatura a cura di Alexi Hawley, sembra una copia di un capitolo della saga di Indiana Jones. Cambiando padre Merrin con un altro padre, il film potrebbe presentarsi con un altro titolo, visto che la pratica dell’esorcismo qui scarseggia decisamente. E’ stato senz’altro proficuo, per i finanziatori del progetto, affiancare questa produzione ad una serie di successo come quella de L’Esorcista.
Per concludere, potremmo dire che questa pellicola non è tra le meno riuscite degli ultimi anni, ma non aggiunge nulla di nuovo ad una serie che, tolto il primo capitolo, non ha più alcuna ragione di essere ricordata.
Sconsigliato!

Recensione a cura di Vampira

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