Ti Piace Hitchcock? | Recensione film

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doyoulikehitchcockGiulio (Elio Germano) è uno giovane universitario che sta portando avanti i suoi studi sul cinema espressionista tedesco: noleggiando diversi film in una videoteca.
Mentre, con sommo piacere, passa le sue serate a spiare la bella dirimpettaia Sasha (Elisabetta Rocchetti) che non lesina strip-tease integrali a finestra aperta…
Ma non solo: Giulio, a forza di spiare la vicina, capisce che la stessa vive un rapporto di attrito con la madre… sino a quando assiste, con orrore, ad un brutale delitto, vittima la madre di Sasha.
Inizialmente il tutto sembra opera di un ladro, intrufolatosi furtivamente nell’appartamento.
Sino a quando Giulio ricorda perfettamente che Sasha aveva noleggiato il film Delitto per Delitto di Hitchcock, facendo la conoscenza di Federica (Chiara Conti): una ragazza che scopre essere sottoposta a ricatto dal datore di lavoro, il quale dimostra morbose attenzioni sessuali nei suoi confronti, sfocianti nello stupro…
Ormai coinvolto nella sua spericolata indagine, e vittima di un morboso voyeurismo, Giulio non sa che sta mettendo a repentaglio la propria vita: inizia, infatti, a confidare i suoi sospetti sia alla perplessa fidanzata, sia al titolare del videonoleggio…
Secondo lui Sasha e Federica, ispirate dalla trama del film di Hitchcock, stanno eseguendo una sorta di “scambio” di delitto, eliminando le due persone a loro più scomode…
Sasha, infatti ha ereditato un ingente capitale dopo la morte della severa madre e gode di un alibi inattaccabile…
Ma così facendo, per Giulio, si spalanca la porta del pericolo: una spericolata azione di spionaggio, lo costringe immobile ed ingessato nel suo appartamento, al centro delle attenzioni di un misterioso killer…

Ritorno di Dario Argento alla televisione, dai tempi de La Porta sul Buio (1974) e Giallo (1987), con un film commissionato da Rai Trade, inizialmente come pilot di una serie incentrata su gialli ambientati in diverse città italiane: con finalità citazionistiche (per Argento: Hitchcock) che avrebbero dovuto interessare anche lo stile di Lucio Fulci…
Ma la serie è, al momento, in un ipotetico limbo: nulla si sa di un eventuale proseguo (solo un altro film sarebbe stato fatto girare ad Argento) e la diffusione di questo primo capitolo si è avuta solo presso alcuni Festival, restando sinora inedita sul piccolo schermo…
Argento tenta, per quanto possibile, di percorrere la strada del cinema in TV: ottenendo un risultato che si colloca in maniera positiva, ma non memorabile…
Se è evidente, alla fine, cogliere il senso di amore profondo per l’arte cinematografica che l’autore nutre nel proprio animo (con evidenti omaggi a Hitchcock stesso e alla Finestra sul Cortile soprattutto), è altrettanto palese che l’operazione viene realizzata “sotto” gli occhi di una censura non ufficiale, ma pesante…
La musica, di Pino Donaggio, è a livelli decorosi e gli attori fanno quello che possono: e in certi casi lo fanno anche bene (Elio Germani e, soprattutto, la bella Chiara Conti); ma è la sceneggiatura troppo pretestuosa (opera di Ferrini, abituale collaboratore del regista) e decisamente prevedibile che lascia il tempo che trova…
Certo: a ben vedere la fiction non può che essere gratificata da un simile prodotto, in quanto l’aria di cinema traspare nettamente e la qualità dell’operazione –nel complesso- è sopra alla media…
E Argento trova l’energia e la forza di proseguire, portando a compimento il suo successivo lavoro destinato alla diffusione via cavo: l’ottimo episodio Jenifer della serie americana Masters of Horror…

Recensione a cura di Undying1

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