La necrofila | Recensione film

La necrofila | Recensione film

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lanecrofilaLindsay è una ragazza tormentata da un trauma infantile. Da piccola, infatti, giocando maldestramente con una pistola procurò involontariamente la morte del padre. Col passare degli anni, il ricordo di quella tragica vicenda ha finito col condizionare la sua vita privata tanto da creare una feticistica ossessione per la morte e per i cadaveri, morbosamente osservati e ‘desiderati’ durante gli svariati funerali di estranei a cui non manca di partecipare. La sua perversa passione si spinge a cercare contatti fisici con i cadaveri stessi, ed in questo viene aiutata dalla conoscenza di uno strano sacerdote di una setta dedita ad orge necrofile con i cadaveri prelevati dagli obitori…

‘Love me deadly’ è un film del 1971 (uscito solo nel 1973), ed oggi si vede. A dispetto dell’arditezza tematica affrontata, non si può certo dire che la volontà del regista sia quella di scioccare visivamente, dedicandosi piuttosto a narrare una discesa verso la perversione necrofila in modo piuttosto lineare e composto. Il film, che vanta la partecipazione di Mary Wilcox, all’epoca in prima pagina su Playboy, ha il merito di giustapporre la sfera della morbosità con quella più puramente erotica, diventando cosi’ un precursore, per quanto oscuro e di non facile reperibilità, di un genere le cui potenzialità visive e narrative erano all’epoca ancora in gran parte da esplorare. In questo senso l’opera paga dazio, accusando dei cali di tensione soprattutto nel ritmo della storia ed in un certo semplicismo di fondo. Si tratta comunque di un film da vedere con spirito filologico.

Recensione a cura di venus in furs

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