La Dama del Sudario | Recensione libro

La Dama del Sudario | Recensione libro

DVD horror extreme TetroVideo

la-damaCasa editrice: Editori riuniti
Codice ISBN: 8835941601
Pagine: 221
Prezzo: 3,36 euro

E’ impossibile, ai giorni nostri, citare Bram Stoker senza che la mente associ il nome dello scrittore irlandese alla parola vampiro. La sua figura è legata indissolubilmente a quella del romanzo in cui dipinge un personaggio immortale, quello del conte Dracula.
Ed è proprio la maestria nel creare una figura così seducente e nel gestirne le movenze, che assicura la fama eterna a un’opera che, analizzata, presenta limiti oggettivi per quanto riguarda lo stile di scrittura. Limiti che possono giustamente passare in secondo piano di fronte a una figura così monumentale per quanto riguarda la sua opera più famosa, ma che risultano evidenti in altri lavori dello scrittore (per accorgersene è sufficiente leggere i racconti inclusi nella raccolta Fantasmi Irlandesi, edita dalla Newton & Compton e rilevare come la scrittura di Stoker impallidisca di fronte a quella di Le Fanu e O’Brien).

Limiti che un romanzo come La Dama del Sudario sottolinea, mettendoli in luce (la luce così odiata dall’immortale conte), facendo così svanire il vampiro-Stoker.
Il parallelo con il Dracula è automatico: romanzo epistolare, una figura enigmatica, in questo caso una donna, che nelle pretese dell’autore aspira a possedere lo stesso fascino ambiguo e la nobiltà del conte; ambientazione esotica, suggestioni vampiriche, un mortale sedotto. Purtroppo per Stoker, ma soprattutto per il lettore, le analogie terminano qui, perché il romanzo è farraginoso ed è la noia il sentimento che finisce per prevalere sugli altri; la scrittura è pesante, il fascino vantato si rivela inconsistente, i personaggi mancano di attrattiva, il sensazionale e il perturbante languono e il colpo di scena finale è un tentativo fallito di risollevare le sorti di un’opera senz’anima.
E’ preferibile rileggere le pagine di Dracula che smarrirsi in pallidi tentativi di ricalcare un’opera unica, che non potrà essere replicata nemmeno dal suo stesso autore.

Recensione a cura di Ian

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