Still Life | Recensione videogioco

Still Life | Recensione videogioco

DVD horror extreme TetroVideo

Still-Life2TITOLO: Still Life
SVILUPPATORE: Microids
PUBLISHER: Microids
GENERE: Horror – Thriller
SITO UFFICIALE: stilllife-game.com
LOCALIZZAZIONE: Italiano
PIATTAFORMA: PC – Xbox

Mai come in questo periodo, il genere delle avventure grafiche è tornato alla ribalta con una serie di titoli veramente interessanti: dal canto suo, la Microids, non poteva che continuare a dire la sua per un genere che da sempre caratterizza la sua linea commerciale e con questo Still Life tenta anche di aggiungere qualcosa di più al vecchio genere.

La storia che sta dietro a SL è semplice ma caratterizzata da un plot molto forte: Victoria McPherson è una giovane e brillante agente dell’FBI che sta conducendo delle indagini su un caso di serial killer. Il numero delle vittime è arrivato a 5 e lei non ha ancora dei veri indizi, niente, solo una montagna di evidenze circostanziali e un capo che le soffia sul collo. Questa, a grandi linee e senza rovinare la sorpresa della trama, è sostanzialmente la linea che segue il gioco ma lo fa in una maniera del tutto diversa dai soliti canoni delle avventure grafiche.

Prima di tutto possiamo considerare il parlato e i dialoghi del gioco come molto forti, dopotutto l’avventura ha una serie di scene e scenografie adatte solamente ad un pubblico maturo e non al ragazzino giocatore occasionale – il titolo è infarcito di temi forti e di parole crude, cosi come le scene a cui assisteremo non sono state certo create per dei palati fini – ci saranno dunque visioni di morte e sofferenza, soprattutto negli ambienti delle scene del crimine: attenzione, non si parla di sangue o scene splatter ma proprio di scene crude a occhio umano, condite con quel pizzico di cattiveria che solamente la mente di un serial killer potrebbe elaborare.

Come scrivevo poco sopra, il titolo è rivolto ad un pubblico maturo e questo viene meglio evidenziato dal fatto che determinati enigmi del gioco sono comparabili più alla serie televisiva C.S.I. che non ha un potenziale sosia della serie di Myst, che mescolava ambientazioni e tematiche fantastiche.

Diciamo che tutta la prima parte del titolo è un susseguirsi di ricerca delle prove nella scena del crimine, nulla da togliere dunque alla serie televisiva citata poco sopra, solamente che in questo caso, saremo noi stessi a cercare le prove e lo dovremo fare nel modo più giusto possibile, senza creare pasticci al caso, come qualcuno prima di voi aveva già fatto…capirete meglio questa mia affermazione quando avrete per le mani il gioco…io, non voglio svelarvi nulla.

Analizzare (termine molto azzeccato) un titolo come SL non è cosi semplice come può sembrare, soprattutto perché bisogna prendere in esame una componente molto importante per questo genere di giochi e cioè la sfida, a colpi di puzzle e enigmi che il gioco è capace di dare: la creatura di casa Microids si bilancia molto bene, senza però riuscire pienamente a dare delle ottime soddisfazioni all’utente, se non a quello occasionale, quelle persone dunque che non masticano avventure grafiche per vivere: detto questo è chiaro che le sezioni a enigma sono ben presenti nel titolo ma non particolarmente complicate, se non per quelle due o tre scene che mi hanno letteralmente fatto spremere le meningi.

Questo non vuol dire che il titolo non sia equilibrato, unicamente, le sezioni enigmistiche non sono totalmente ben bilanciate e se per alcune scene ci perderemo qualche minuto, per altre ci vorranno poco più di qualche secondo per essere portate a termine, tutto qui.

Curioso invece come all’interno del gioco potremo assistere allo svolgimento delle indagini da parte di un avo (il nonno) della stessa Victoria McPherson e in queste sezioni, verremo letteralmente trasportati nel 1929 e da qui cambierà anche l’ambientazione, non più nella Chicago dei giorni nostri ma in una Praga degli anni 30. Non si può dunque che lodare la Microids per questo passo altamente caratteriale e di stile. E visto che siamo giunti a parlare dell’ambientazione, mi sembra che il secondo passo più logico sia quello di analizzare il titolo dal punto di vista grafico: tralasciando piccole e innocue sbavature, il gioco regala una cura maniacale per ogni ambiente in cui ci capiterà di muoverci, regalandoci delle vere e proprie perle scenografiche per quanto riguarda la Praga del 1929.

Il motore grafico del titolo rende dunque alla perfezione ogni ambientazione in cui ci capiterà di muoverci ma non è purtroppo in grado di gestire benissimo l’animazione dei personaggi 3D, infatti sia le movenze che i modelli sono troppo legnosi e imperfetti – personalmente ho riscontrato anche delle imperfezioni anatomiche per alcuni personaggi di secondo piano.

In ultimo, sempre restando in tema di oggetti negativi, segnalo una discrepanza per quel che riguarda la gestualità e il labiale dei personaggi con l’audio vocale, lasciando da parte la localizzazione in italiano che, benché sfrutti delle voci molto azzeccate, non è comunque in grado di competere con titoli più o meno recenti e curati molto meglio di questo SL.

Tono totalmente positivo invece per due cose molto importanti in questo genere di titoli: punto primo, per quanto riguarda le poche sequenze realizzate grazie all’ausilio della computer grafica, quelle mettono i brividi per davvero, riuscendo a dare in più quel tocco di macabro e spontaneità visiva a tutto il gioco – e il carattere del serial killer è molto azzeccato e inquietante. Punto secondo, l’audio generale del gioco, cosi come le musiche, sono lo stato dell’arte per questo titolo e chi possiede un impianto audio degno di nota, avrà sicuramente una esperienza sonora a 360° più che positiva.

Un gioco dunque non scontato ma comunque ben lontano da essere considerato un capolavoro assoluto, proprio per colpa di piccole distrazioni che avrebbero meritato più tempo per essere corrette – Still Life è comunque una avventura grafica di tutto rispetto, sia per quanto riguarda trama e ambientazioni che giocabilità e carattere stilistico. Consigliato a tutti gli amanti del genere delle avventure grafiche ma anche a quelli delle storie thriller, condite con il sempre immancabile gusto per il macabro e l’horror.

CONFIGURAZIONE PER PC:

– Pentium 2 da 400 MHz
– 64 MB di RAM
– Scheda grafica da 64MB
– 1,30 GB di spazio su HD

Recensione a cura di Fabiano Zaino

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