I Demoni della notte e altri racconti | Recensione libro

I Demoni della notte e altri racconti | Recensione libro

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nodierIl sogno.
Per Nodier fonte primaria d’ispirazione è il mondo onirico, personale rifugio per affrontare la vita per colui che “non aveva sposato nessuna delle grandi dottrine che costituiscono i dogmi di un secolo “.
Un romantico tra i romantici, sognatore tra i sognatori.
Così non deve stupire che l’opera che apre e domina questa raccolta, Smarra ovvero I Demoni della notte, sia il racconto di un viaggio onirico, una discesa fantastica costellata da visioni e da incubi.
Smarra è il nome dello spirito maligno generatore degli incubi secondo gli antichi. Le influenze – rilette in maniera assolutamente unica e personale – sono molteplici e facilmente individuabili: da Omero all’Asino d’oro di Apuleio, fino al romanticismo tedesco, da Goethe e i dolori del ‘suo’ Werther a Novalis.

Ciò che stupisce in Nodier è la ricchezza visiva delle allucinazioni che colorano i suoi scritti, il maelstorm di gradazioni e immagini che inondano il lettore, catapultandolo in un’atmosfera irreale, eppure vivida e concreta. Allo stesso modo risultano assolutamente sorprendenti i personaggi che animano questo mondo di sogni, improbabili figure eppure vive nella loro forte caratterizzazione.
La dimensione prediletta da Nodier è quella dei contes fantastiques; l’autore dimostra di trovarsi a suo agio con ogni sfumatura del fantastico, spaziando dalla tinte fiabesche di Trilby ovvero il folleto d’Argail, all’ironia e al surreale portato agli eccessi nel trittico (a dire il vero a tratti pesante) di Hurlubleu, Granmanifafà d’Hurlubière ovvero la perfettibilità, Léviathan il lungo, arcikan dei Patagoni dell’isola Sapienet, Zerothoctro-Schah, Proto-Mistagogo della Battirna, sino a giungere alla vera e propria atmosfera gotica, nel conclusivo Ines De la Sierras.
Ed è proprio in questo ultimo brano che la prosa di Nodier riesce a raggiungere i risultati più convincenti, nell’inquietante e conturbante figura femminile che dà titolo al racconto, nell’assoluta raffinatezza della sua danza macabra dispiegata in una gotica cornice da sogno, tratteggiata con maestria da pennelli onirici, e capace di sedurre chiunque.

Chi si nutre di letteratura ottocentesca o è rimasto ancorato al romanticismo ritroverà forse tra queste pagine una parte del proprio mondo perduto, eden che il secolo in cui si trova suo malgrado immerso, non permette di raggiungere.

Edito da Garzanti – coll. I grandi libri – pagg. 287 – prezzo 7 euro

Recensione a cura di Ian

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