Imagica | Recensione libro

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barker-imagicaLa produzione di Clive Barker sembra assumere colori e sfumature diverse a seconda che il nostro si cimenti con la forma breve del racconto o con quella più lunga del romanzo. Così, se nei celeberrimi “Books of Blood” dominano atmosfere cupe e il sangue abbonda in ogni pagina, opere come “Imagica”, o ancora”Apocalypse” ed il suo seguito “Everville”, sono invece caratterizzate da visioni suggestive, celestiali, spesso addirittura pacificanti. Ed è forse proprio in questa mancanza di eccessi di violenza e disperazione che va ricercata la ragione della freddezza con la quale quest’ultime sono state per lo più accolte dal pubblico. In tutta sincerità, non riesco a spiegare altrimenti l’atteggiamento ostile di molti lettori e di una parte della critica nei confronti di questi libri, qualitativamente non certo inferiori ai “Books of blood” e nei quali, anzi, la smisurata e allucinante fantasia di Barker sembra esprimersi al meglio, finalmente libera di creare mondi meravigliosi la cui consistenza è sogno, pura magia.

“Imagica” è la storia di Gentle, un raffinato copista, e del suo epico tentativo di conciliare i cinque “domini” paralleli che costituiscono il cosmo, l’Imajica appunto, fra i quali soltanto la Terra, dove ogni forma di magia è bandita, ignora l’esistenza degli altri. Barker ci inizia così ad un viaggio incredibile attraverso luoghi dove la certezza cede dinanzi al dubbio e allo stupore, luoghi popolati da creature bizzarre e “lovecraftiane”, alcune volte ripugnanti, altre invece addirittura affascinanti ed eccitanti. E’ il caso ad esempio di Pie’ oh’ Pah’, un “mystiff” in grado di plasmare le proprie sembianze secondo il desiderio dell’osservatore, instancabile compagno di viaggio nonché amante dello stesso Gentle. Da notare come questa circostanza riproponga uno dei temi senz’altro cari al genio di Liverpool, ovvero l’amore tra ciò che è umano e ciò che non lo è.

Imagica è un romanzo meraviglioso ed incredibilmente complesso, impossibile da riassumere in poche parole. Lo si può “soltanto” leggere e, leggendolo, amare.

Sconsigliato agli amanti dell’horror più tradizionale, consigliato, e caldamente, a tutti gli altri.

edit. da Sonzogno – pag. 1006 – Prezzo (copertina 1997) 20.000 lire

Recensione a cura di Redazione

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