Belve – Recensione libro

Belve – Recensione libro

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belve“Un domani, quando si indagherà su chi in Italia, nei nostri anni, scriveva horror dotati di tutti i crismi dell’intelligenza e della dignità letteraria, il nome di Alda Teodorani sarà il primo a salire alle labbra”.
Queste le parole con le quali Valerio Evangelisti presenta Alda Teodorani ai lettori nella prefazione al romanzo.

In un desolante scenario terrestre post apocalittico l’autrice fa rivivere l’eterno ed affascinante mito del vampiro, dandone una delle letture più audaci e personali di sempre.
Un omaggio al genio di Stoker, di Lovecraft, di Shelley, ed ai loro audaci epigoni del nostro tempo, ma un omaggio assolutamente sui generis, distante dai cliché che tanto hanno nociuto all’horror e, soprattutto, dal plagio o, peggio ancora, dalla parodia.

“Belve” è la storia di Vlad e di una comunità di vampiri condannata a vivere in un vecchio cimitero all’interno di Cinecittà, un tempo mecca del cinema, ora “contea” retta da ferree e disumane leggi, in cui attori e registi del XX secolo continuano ad accrescere la loro ricchezza.
Se in “Dracula” è una fanciulla mortale a destare nel vampiro l’antico sentimento dell’amore, in “Belve” è Brin, un’aliena proveniente da un mondo remoto in via di disfacimento, ad ammaliare il centenario Vlad. No, non immaginatevi una improbabile quanto banale storia d’amore: l’incontro, se così può definirsi, tra Vlad e Brin è soltanto occasione di crudeli quanto lucide considerazioni dell’autrice sul genere umano, su uomini che uccidono per futili e volgari motivi i propri simili, diversamente dalle “belve” e dai vampiri necessitati a farlo per motivi di sopravvivenza.

Così, ancora una volta, la nostra simpatia va tutta al “diverso” e, se Vlad avverte con dolore l’inferiorità della propria razza al cospetto dell’eleganza e della magnanimità di Brin, noi non possiamo non sentirci inferiori ed allo stesso tempo immensamente grati nei confronti dei vampiri, i quali, seppure ci condannano al sonno eterno della morte, ci regalano quel sogno effimero, ma intensissimo, che è l’arte.

“Belve” è un romanzo profondo ed intelligente, in grado di suscitare forti impressioni e dolorose riflessioni se si ha la sensibilità e la capacità di leggere tra le righe, e che, in definitiva, raccomando a tutti coloro che vogliono “sperimentare” letture “alternative” rispetto ai soliti nomi.

Edizioni Addictions – Pag. 124 – Prezzo 10 Euro
Ebook Edizioni Kipple Officina Libraria – Prezzo 1,99 euro
Belve. Vampiri e mostri nella Cinecittà del futuro | Edizioni Cut-Up – Pag. 149 – Prezzo 12,75 euro

 

Recensione a cura di Redazione

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