Pray for Diamonds | Recensione cortometraggio

Pray for Diamonds | Recensione cortometraggio


pray-for-diamondsDopo aver diretto “Between Us” (episodio che affianca “Chromophobia” di Domiziano Cristopharo in Shock – My Abstraction of Death), il giovane regista Alessandro Redaelli dirige Pray for Diamonds, un interessante corto di appena 20 minuti dal coinvolgente stile retrò.
Il film si divide in prologo e in tre segmenti (The First Experiment, Second Try e The Last Sacrifice) i cui titoli sono accompagnati in ambo i lati da due croci capovolte, simboli che suggeriscono la natura anti-cristiana del cortometraggio.

Nel ruolo di protagonista ancora una volta Massimo Onorato, già visto e apprezzato nella succitata opera cinematografica di Redaelli.
Onorato e Francesca Ghezzi interpretano una coppia che vive isolata e in povertà all’interno di una roulotte dove lei pratica strani esperimenti.

Una roulotte sudicia è dunque la location claustrofobica dove la protagonista è intenta ad effettuare strani rituali magici evocando il maligno. La dovizia di particolari del luogo e i gesti compiuti dalla strega, così come le sue mani sempre sporche e il modo in cui prepara le pietanze (sembra addirittura possibile sentire l’odore sgradevole del pesce) o le ricette per i rituali, incorniciano un ambiente contaminato, abbruttito da scarsa igiene (le sequenze all’aperto regalano ossigeno allo spettaore) ma soprattutto intriso da squallore umano e dal male.
Un quadro perfettamente realizzato in cui si srotolano i tre segmenti che designano l’evolversi degli esperimenti (da notare la particolarità del risultato del secondo tentativo a cura di Pietro D’Asta) e anche della situazione in cui tra l’altro emerge la buona interpretazione dei protagonisti.

A parte un paio di sequenze non pienamente soddisfacenti (mi riferisco al “magico” incontro all’aperto fra le due ragazze) e la lotta all’interno della roulotte, Pray for Diamonds è un corto ben diretto, lodevole, affascinante e coinvolgente che regala inquadrature indimenticabili (come quella della coppia che cammina verso l’obiettivo: lui mentre trascina “qualcosa” e lei armata di accetta) ma che riesce anche a trasmettere un certo squallore… perché in questa opera a parlare sono le immagini, il gioco di sguardi dei protagonisti, i loro gesti, il loro corpo.

Oltre alla regia, il promettente regista Alessandro Redaelli, attualmente impegnato con “Alone” (uno dei segmenti di Poern) e “Re Peste” (P.O.E. 3 Pieces Of Eldritch), ha curato la sceneggiatura insieme a Ruggero Melis (che si è occupato anche della colonna sonora originale) e la produzione con Daniele Fagone (produttori associati: Domiziano Cristopharo, Ruggero Melis e Pietro D’Asta). Gli effetti speciali invece sono ad opera di Pietro D’Asta.
Nel cast Massimo Onorato e Francesca Ghezzi sono accompagnati da Francesca Germini, Federico Toniolo e Davide Cazzani.

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