Phantasmagoria di AA.VV | Recensione film

Phantasmagoria di AA.VV | Recensione film


phantasmagoria“Come in, don’t be afraid”. Sono queste le prime parole (voce di Rémi Mayot) che introducono Phantasmagoria, il film horror a episodi frutto di una collaborazione tra Francia e Italia. Sono ben tre gli episodi che compongono quest’opera cinematografica nata da un’idea di Mickaël Abbate, tra l’altro direttore del festival Samain du Cinéma Fantastique.

Diabolique, My Gift to You e A Snake with a Steel Tongue sono i titoli dei segmenti che compongono Phantasmagoria, diretti rispettivamente da Mickaël Abbate, Tiziano Martella e Domiziano Cristopharo.

Come fosse recitata in un circo, la sopracitata frase e successivamente “Come closer, please, come all closer…” vengono pronunciate da un chiromante dal volto diabolico e dalle dita lunghe e affusolate, realizzato da Raffaele Stumpo e animato in stop motion da Paolo Gaudio (The Black Cat in P.O.E.: Poetry of Eerie). La creatura ammanta il film di uno stile retrò ben caro ai film a episodi ma anche di un’atmosfera magica e inquietante. La musica che fa da sfondo al mistico personaggio ha inoltre un retrogusto anni ’80 e ricorda vagamente le note claustrofobiche dei film di Carpenter. Sarà dunque l’ossuta creatura a introdurre in modo alquanto particolare le tre ghost-story.

Le ceneri di una rosa sparse davanti al “Fortune Teller” compongono la parola Diabolique, il titolo del primo segmento scritto e diretto da Mickaël Abbate.
Un gruppo di amici si trova in Costa Azzurra per girare un documentario. Durante un momento di relax, una delle tre ragazze, Marilyn, nota un’antica casa sulla scogliera e ne rimane affascinata. Dopo averla ammirata da lontano decide di visitarla. Giunti sul luogo, i quattro turisti si soffermano a parlare con una donna del posto che svelerà loro gli oscuri segreti legati al passato della villa.

Lo stile registico di Abbate è raffinato e viene evidenziato da una fotografia vintage (Stefan Hofmann) che ricorda i vecchi film anni ’70.
Il finale è brusco e dà al film un senso di incompiutezza. Questa sensibile nota dolente attribuisce però all’episodio un certo fascino e costringe lo spettatore a fantasticare sul proseguio della storia, che però non c’è. In Diabolique l’horror dunque è appena sussurrato mentre la storia lascia spazio all’immaginazione. Ottimo incipit per un lungometraggio da brivido.
Buona la prova recitativa del cast di Diabolique, in definitiva un film altamente evocativo che ha un suo perché all’interno di Phantasmagoria.

Cast di Diabolique: Maya Dolan, Dee Dee Barksdale, Sophie Pâris, Michel Addams, Agathe Teller e Julien Bonfanti.
Musica originale di Antoine Bensa.

Terminato questo primo episodio, ricompare il macabro chiromante per porgere allo spettatore un pacchetto regalo con su scritto My Gift to You. Trattasi in realtà del titolo del secondo episodio diretto da Tiziano Martella (effettista e make-up artist di Morituris, M is for Mouth). La storia è a cura dello stesso regista insieme a Raffaele Picchio e Lorenzo Paviano. Questi ultimi due si sono occupati anche della sceneggiatura insieme a Riccardo De Flaviis.

Com’è intuibile, un regalo particolare e macabro sarà l’oggetto al centro di questa storia.
E’ il 31 ottobre, il compleanno della piccola Sarah che si trova in casa insieme alla madre e al nonno materno. Oltre alla torta e a regali vari, l’anziano signore ha intenzione di donare alla nipote qualcosa di veramente speciale.
Anni dopo, l’ultimo giorno di ottobre, Sarah fa ritorno in quella casa ormai in disuso.
Fra le stanze buie della vecchia dimora serpeggia però una triste verità, testimone di un passato orribile desideroso di ribaltarsi nel presente. L’ombra del regalo ricevuto anni prima si proietta nella vita attuale della ragazza riportando alla luce gli antichi spettri della sua infanzia.

My Gift to You è un segmento riuscito e che gode di una storia convincente e dai putridi risvolti.
Ottima la sequenza dell’uomo alla scrivania, merito non solo della prova recitativa di Venantini ma anche degli efficaci effetti speciali e della regia. Una scena credibile e ben realizzata che lascia sicuramente spiazzati. Coinvolgente la location, la vecchia casa, che si trasforma in un piccolo inferno. La fotografia (Francesca Catalano) e la musica, entrambe cupe, amplificano la suspence che trova il suo culmine quando la protagonista si avvicina alla terribile verità grazie a un vecchio diario di proprietà del nonno. Il finale è impreziosito da parole che dipingono immagini terribili e disturbanti.

Nel cast di My Gift to You, oltre a Venantino Venantini, troviamo Cristina Puccinelli, Ilaria Balluchi, Donata Inghirami, Marta Manni e Alberto Cattaneo. Make-up ed effetti speciali a cura di Luigi D’Andrea. Gli effetti visivi sono di Luca Boni che insieme a Marco Ristori è regista di Eaters e Zombie Massacre, film per cui lo stesso Martella ha collaborato come effettista. Musica originale di Gabriele Caselli.

A Snake with a Steel Tongue di Domiziano Cristopharo è il terzo e ultimo episodio di Phantasmagoria, ancora una volta presentato dalla macabra figura in stop motion che per introdurre questo nuovo segmento, impugna una lametta.
La storia di questo corto è a cura dello stesso Cristopharo (che ha curato anche la fotografia) e di Davide Chiara. Quest’ultimo si è occupato anche della sceneggiatura.

Altra location da brivido in questo episodio conclusivo di Phantasmagoria. Se nel film di Abbate c’era una villa abbandonata e in quello di Martella una casa di famiglia disabitata, nell’episodio di Cristopharo tutto si svolge all’interno di un ex albergo. A bussare alla porta dell’hotel è un giovane italiano che chiede al locandiere una stanza per una notte.
Fiotti di sangue aprono l’episodio di Domiziano Cristopharo e fanno da contorno ad una storia d’amore malsana che affonda le radici nel regno degli spiriti.

Lo stile del regista è inconfondibile: ogni sua opera riesce, nel bene o nel male, a sorprendere. Cristopharo è un esteta del cinema e come tale ripone particolare attenzione anche nei dettagli più nascosti.
Sebbene la prima parte del corto, eccezion fatta per le sequenze di apertura, lascia lo spettatore davanti a uno svolgimento iniziale della trama che pare essere semplice e quasi banale, il regista poi recupera magistralmente complice una sceneggiatura ricca e articolata. Non da meno è la prova recitativa di Alberto Cattaneo che segue allo stesso modo le dinamiche suddette, proponendosi dapprima goffo per poi virare assieme al film in una sorprendente prova attoriale. Accanto a lui c’è un bravissimo Vittorio Castellano che interpreta l’enigmatico oste. Completa il cast Poison Rouge, già vista in The House of Flesh Mannequins di Domiziano Cristopharo.
Tra i produttori associati compare anche il nome di Yuri Antonosante che ha già collaborato con Domiziano Cristopharo in veste di attore in Doll Syndrome.
La musica originale è di Eros Cartechini.
A Snake with a Steel Tongue è sicuramente il miglior corto di Phantasmagoria oltre che il più particolare.

Il film è stato prodotto da M International Films e dai tre registi Mickaël Abbate, Tiziano Martella e Domiziano Cristopharo.

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*

Google Translate »