Eat | Recensione film

Eat | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

eat-posterEat è un film che attira l’attenzione sin dal titolo, dal poster e anche dal trailer in cui tra l’altro sono chiari i rimandi all’antropofagia. Scritto e diretto da Jimmy Weber (The Gatekeeper, Incubator), Eat è un film sull’autocannibalismo, per cui non lascia spazio all’immaginazione. Va quindi dritto al cuore della storia, infarcita di sequenze splatter e gore, per sfamare i fan del genere.

La storia punta l’attenzione su Novella (Meggie Maddock), una bellissima trentenne che ha difficoltà economiche in quanto la sua carriera da attrice è ormai in declino. Impossibilitata a pagare l’affitto, la giovane si presenta a varie audizioni sperando di avere un po’ di fortuna. Ostinata a perseguire i propri ideali, rifiuterà i soli ruoli che le vengono offerti ovvero quelli in ambito hard, nonostante abbia bisogno di soldi. Unica amica è Candice (Ali Francis) con la quale trascorre le serate fuori casa, cercando di dimenticare, almeno per qualche ora, il suo insuccesso. Un’insolita e incontrollata attrazione per la propria carne si manifesta improvvisamente diventando la sua valvola di sfogo.

Protagonista della storia è la stupenda Meggie Maddock, che ben interpreta una ragazza solare, amante del proprio lavoro e anche del proprio corpo a cui dedica molto tempo per renderlo perfetto. A questo proposito è da notare come l’estrema cura per se stessa sfoci in seguito in un autolesionismo efferato coinvolgendo lo spettatore nel cambiamento repentino della vicenda ma anche della psicologia del personaggio.

Autolesionismo e autocannibalismo sono dunque i temi che si trovano alla base di una storia apparentemente radiosa ma che cede il passo all’horror e al dramma. La bellezza esteriore della protagonista, la sua ostinazione nel voler perseguire il proprio sogno nel mondo del cinema, il suo sorriso, celano in realtà un animo sofferente ed estremamente sensibile che, lentamente, la disperazione e le continue delusioni, renderanno sempre più cupo. Il cibarsi della propria carne è un gesto estremo che si traduce in una disperata ricerca di sentirsi viva ma allo stesso tempo distrugge l’immagine curata di sè a causa delle evidenti ferite autoinflitte.

In questo senso, l’animo distrutto della protagonista sarà in linea con un aspetto fisico altrettando martoriato. Anima pura e ingenua, Novella capirà troppo tardi di vivere in una società effimera dove gli ideali e i sentimenti non contano e dove involucri umani sono mossi dagli istinti più bassi.

Nonostante qualche piccola ingenuità e qualche forzatura nella sceneggiatura su cui si può passare oltre, la storia scorre in modo lineare. Non mancano alcuni interessanti colpi di scena in cui è coinvolta l’amica della protagonista e che impreziosiscono questo interessante film di Jimmy Weber, il quale, oltre alla regia e alla sceneggiatura ha curato anche la musica.

Eat
è un film ben diretto, un film horror dalle sfumature drammatiche, in cui oltre all’orrore si dà spazio ai sentimenti ma anche a riflessioni sociologiche. Molto brava Meggie Meddock in un ruolo sicuramente non semplice. Espressiva e completamente calata nella parte, ha reso il suo personaggio estremamente affascinante e allo stesso tempo così indifeso da suscitare un senso di dispiacere nel pubblico.

Il film gode di una fotografia patinata (a cura di Jon Stevenson) che contrasta con l’orrore delle sequenze sanguinarie, così come il colore vivo del sangue spicca sui capelli biondo platino e sul pallido viso della protagonista illuminato da profondi occhi azzurri, creando un piacevole contrasto di colori. Il bianco e il rosso sono presenti vistosamente non solo nel poster ma anche nel film, quasi a riflettere il candore del personaggio macchiato da un incontrollato desiderio di morte.

Da segnalare anche la musica ben adattata ai diversi momenti del film. Riuscita la dolce melodia che accompagna la sequenza finale.
Notevoli anche gli effetti speciali a cura della Monster Makeup Effects.

Il cast di Eat è composto da Meggie Maddock (Butcher, M is for Martin, The Inner Room), Ali Frances, Maru Garcia, Jeremy Make, Dakota Pike, Josh Staab, Luke Sorge, John Schmidt e Jeff Maez. Annie Baker si è occupata della produzione del film.

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