La dolce mano della rosa bianca | Recensione corto

La dolce mano della rosa bianca | Recensione corto


dolce-manoLa dolce mano della rosa bianca (The Sweet Hand of the White Rose) è il titolo evocativo e poetico del pluripremiato cortometraggio scritto e diretto da Davide Melini (Amore Estremo, La Sceneggiatura, The Puzzle), un film che affronta in modo straordinario il tema della morte e dell’aldilà.
Davide Melini trascina un dramma purtroppo comune in un universo horror improntato del suo stile e del suo talento e puntando l’attenzione su ciò che modifica il corso della vita di ogni uomo: il destino.

Il fato muove i fili della vita dei protagonisti come se fossero burattini privati dell’anima e incombe sul loro cammino senza alcun preavviso.
La storia si concentra su Mark, un ragazzo che si isola all’interno di un locale dove, assorto fra i suoi pensieri, consuma degli alcolici. La sua ragazza lo raggiunge rimproverandolo di non averle risposto alle numerose telefonate ed sms. Scocciato del suo comportamento ossessivo e assillante, il giovane va via senza rivolgerle la parola.

Un protagonista silenzioso ruba la scena del film comunicando con l’espressività del suo viso il male di vivere mentre il suo sguardo spento riflette uno stato interiore deteriorato. La sua voce fuori campo accompagna poi le sue azioni, i suoi pensieri e infine la sua disperazione lasciando alle immagini il potere della comunicazione.

Il buon uso delle luci e della fotografia, così come il cambio della location e le riprese notturne finali creano un netto contrasto tra la prima parte de La dolce mano della rosa bianca e ciò che segue fino all’epilogo. Ad un certo punto infatti il film si incupisce varcando la soglia dell’horror e trascinandosi dietro lunghi strascichi di intenso dolore.

Un’atmosfera cupa resa tagliente da una meravigliosa fotografia gelida (José Antonio Crespillo) e da una location lugubre come in questo caso il cimitero, regala immagini altamente suggestive. A questo si aggiunge anche la componente sonora (a cura di Christian Valente e Ivan Novelli) che diventa anch’essa triste, lugubre e nefasta, dunque completamente in sintonia con il resto delle sequenze girate all’interno di una tomba di famiglia e fra le lapidi, luogo in cui si possono ammirare intense e profonde sequenze funeree quasi pittoriche.

La conclusione del film è emozionante e dona un tocco di classe al film. Nel finale infatti convergono nobili stati d’animo che contrastano con una situazione pressoché malinconica e sofferta. Tale rappresentazione permette allo spettatore di immaginare un varco per la serenità sebbene il contesto sia macabro e claustrofobico.

Lodevole anche questa prova registica di Davide Melini che con eleganza ed estrema delicatezza porta in scena un tema drammatico calandolo in una dimensione horror. Il risultato è un film intenso e completo, che inquieta ma che allo stesso tempo ferisce. La dolce mano della rosa bianca è altresì ben interpretato. Carlos Bahos è convincente e regala al pubblico un’ottima prova recitativa riuscendo a trasmettere gli stati d’animo del suo personaggio. Nel cast anche Natasha Machuca e Leocricia Sabán.

Davide Melini si è occupato anche della produzione del film insieme a Fabel Aguilera.
Il make-up e gli effetti speciali sono a cura di María García.

Tra i premi vinti dal corto: 1º Premio come Miglior Film all’Underground Monster Carnival negli Stati Uniti; 2º Miglior Film Indipendente dell’anno al festival italiano Indie Horror; Miglior Fotografia nel festival spagnolo “Cesur en Corto”… Il film è stato selezionato in moltissimi festival come il “Festival del Cinema di Málaga”, il “South African Horror Festival”, il “Fantafestival – Mostra Internazionale del Cinema di Fantascienza e del Fantastico” e il “Germany After Dark Horror Festival”. Il corto è inoltre entrato nella selezione ufficiale del “David di Donatello 2011”.

Come The Puzzle, anche La dolce mano della rosa bianca è stato trasmesso in Italia nel programma “Short Stories” e nella rassegna di cortometraggi “Terrore Indipendente”; in Spagna su “Málaga en Antena”; in America su “Indie Horror TV”. Inoltre il corto è stato incluso in “Self Induced Nightmare”, una serie TV horror inglese condotta dall’attore Adam A. Park.

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